Arte: i tesori di Firenze

Opinioni

Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze

Oratorio di S. Caterina: una perla nella campagna ripolese

A cura di Rosanna Bari

L'Oratorio di S. Caterina d'Alessandria, detta anche delle Ruote, strumento del suo martirio, si trova in Via del Carota a Ponte a Ema, nel Comune di Bagno a Ripoli.  Fu costruito per volontà di Alberto degli Alberti intorno al 1354, e fu dedicato a Santa
Caterina patrona dei giudici e dei notai, perché giudici erano i committenti prima di trasferirsi dal Casentino a Firenze.

La semplice struttura a capanna e l'anonima facciata un tempo affrescata nascondono all'interno un'inaspettata sorpresa per l'ignaro visitatore: un notevole ciclo di affreschi che celebra la vita della vergine e martire.
Gli affreschi hanno inizio dall'abside negli anni 1360-'65 da parte del Maestro di Barberino, che narra le scene più salienti della vita della Santa e l'atto finale del suo martirio.  Collabora al decoro anche Pietro Nelli dedicandosi ad un più tenue utilizzo dei colori e adottando uno stile molto più elegante e ricco di dettagli. Affrescherà la "Disputa con i filosofi" e le due slanciate figure di Santa Caterina e Sant'Antonio Abate, ai lati del grande arco che separa l'abside dalla navata.

Ma gli affreschi più importanti sono quelli del 1389 ca. nella seconda campata, voluti da Benedetto degli Alberti, dove la mano dell'artista è quella di Spinello Aretino, uno fra i più famosi pittori attivi nella seconda metà del '300. Egli narra la vita della Santa iniziando dall'episodio della sua "Conversione" in compagnia della madre, e chiudendo il ciclo pittorico al centro dell'arco trionfale con la sepoltura di Caterina sul Monte Sinai. La Santa viene delicatamente adagiata nel sarcofago da quattro angeli mentre altri quattro, in ginocchio, sono devotamente raccolti in preghiera.


La proprietà dell'oratorio è passata negli anni in mano a diversi proprietari che, non considerando l'importanza del luogo, l'hanno trasformato in pollaio, magazzino per attrezzi e, parte della struttura, anche come ricovero per cani.  Finalmente nel 1988 l'oratorio è divenuto proprietà del Comune di Bagno a Ripoli che, col restauro del 1996-'98, ha avuto il grande pregio di salvare il prezioso gioiello gotico dal progressivo deterioramento. Oggi l'importante opera trecentesca è utilizzata per mostre, convegni, concerti e come incantevole location per matrimoni.

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