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Il Memoriale italiano di Auschwitz nell'EX3 a Gavinana

di Rosanna Bari

Il 27 Gennaio è il giorno dedicato alla "memoria", per ricordare quello che fu uno dei più catastrofici eventi nei confronti dell'umanità: la deportazione nei campi di concentramento di milioni di ebrei e di altre categorie di internati.

Nel 1979 l'Associazione nazionale ex deportati (Aned) si fece promotrice di un'opera che ricordasse gli orrori dell'Olocausto e che rappresentasse la testimonianza della deportazione italiana nei lager nazisti.

L'anno dopo l'installazione fu esposta nel più grande campo di sterminio, nel Blocco 21 ad Auschwitz, costruito durante l'occupazione tedesca della Polonia. Il campo fu liberato il 27 Gennaio 1945 dall'Armata Rossa dell'Unione Sovietica.


Nel 2014, in seguito ad una precedente decisione delle autorità polacche, il Memoriale rischiò di essere rimosso e distrutto. Fu salvato dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze che decisero di ospitarlo negli spazi dell'EX3, un ampio edificio concepito come Centro d'Arte Contemporanea, nella zona di Gavinana.

Il Ministero per i Beni Culturali ne curò lo smontaggio e il trasferimento. Prima di essere resa nuovamente visibile l'opera, di grande valore storico e artistico, fu sottoposta ad un accurato restauro sotto la supervisione dell'Opificio delle Pietre Dure.

La gigantesca installazione multimediale fu inaugurata a Firenze l'8 Maggio 2019, e rappresentava il risultato dell'impegno collettivo tra lo scrittore Primo Levi, il regista Nelo Risi, il pittore Pupino Samonà, il compositore Luigi Nono e lo studio di architettura milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers).

Essa è costituita da un tunnel a forma di spirale dove il visitatore, in un'alternanza di emozioni e per mezzo di una passerella, verrà a conoscenza di frammenti di vita nel lager raccontati attraverso i dipinti sul rivestimento in tela.

Il "giorno della memoria", oggi e sempre, non deve essere solo un giorno di commemorazione, ma deve rappresentare un momento di profonda riflessione, per poter riscrivere la nostra storia, seguendo la linea del dialogo e della collaborazione fra tutti gli abitanti del mondo.

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