Arte: i tesori di Firenze

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Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze

"Il Barone. Corso Donati nella Firenze di Dante": nel libro di Silvia Diacciati

A cura di Rosanna Bari

"La morte di Corso Donati" di Raffaello Sorbi, 1861, Galleria dell'Accademia credits Wikimedia Commons

Continuando nel nostro viaggio su Dante, parliamo oggi del libro della storica fiorentina Silvia Diacciati: Il Barone. Corso Donati nella Firenze di Dante, Sellerio editore, Palermo. Scritto in un linguaggio chiaro, con intelligente ironia, capace di affascinare già alle prime battute. Improntato sulla figura di Corso Donati, dai suoi contemporanei chiamato il "Barone", capo dei Guelfi neri e cugino di Gemma Donati moglie del Sommo Poeta; nonostante la parentela, fu la causa di molte disavventure che porteranno Dante all'esilio.

Alla fine del '200 a Firenze gravitavano molti esponenti di famiglie ricche ed influenti che, nonostante il grande potere che esercitavano nella società, sono stati poi offuscati da innumerevoli altre figure che hanno affollato la scena politica, letteraria e artistica di Firenze.

Nel variegato scenario fiorentino, Corso Donati fu un uomo capace di influenzare le sorti della città, che vedrà Firenze vittoriosa sui nemici ma al contempo devastata da violenti contrasti interni, nella quotidiana lotta per la scalata al potere. Uomo seducente, di bell'aspetto, grande oratore e valoroso cavaliere. Sul campo di battaglia ottenne grande fama portando Firenze alla vittoria di Campaldino contro i ghibellini, scontro a cui partecipò anche Dante.
Il suo fascino, però, andò oltre tutte le doti positive che suscita questa parola, perchè positivo non lo fu mai: ambiguo e pronto a tradire gli amici qualora il suo interesse avesse preso la direzione opposta, sempre spinto al conseguimento dei propri obiettivi.

Nel libro a lui dedicato, l'autrice racconta le gesta che hanno caratterizzato la sua vita, riportandoci indietro nella Firenze delle lotte e degli intrighi, delle alleanze tra i protagonisti di famiglie talvolta fino al giorno prima acerrimi nemici. "Un viaggio affascinante nella Firenze del Due-Trecento", così come lo descrive Alessandro Barbero nell'Introduzione.


E così, come il cronista contemporaneo Dino Compagni, seppur lo odiasse, rimase affascinato dall'inquietante figura di Corso Donati, lo stesso fascino avrà subito l'autrice del libro che, in un'intervista di Pupi Avati, incalzata dal regista, alla fine ha confessato di essere stata attratta dal "personaggio" che tanto ha dominato lo scenario politico, nel grande puzzle della storia di Firenze.

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