Arte: i tesori di Firenze

Arte: i tesori di Firenze

A cura di A cura di Rosanna Bari (Giornalista pubblicista e guida turistica qualificata di Firenze)

David di Donatello: in esposizione temporanea nella sala mostre del Bargello

A cura di Rosanna Bari

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Da inizio giugno alla fine di ottobre, il David in bronzo di Donatello, normalmente esposto nel salone al primo piano del museo, campeggia al centro della sala mostre al piano terra. L'esposizione temporanea è stata concepita per consentire ai visitatori, durante il periodo di restauro del Salone donatelliano, di continuare a fruire, con una selezione di tredici opere, dei capolavori della scultura rinascimentale fiorentina.

Focus dell'esposizione tre eccezionali bronzi a diretto confronto: il David e l'Amore-Attys di Donatello, e il David di Andrea del Verrocchio.

Di ispirazione classica e primo nudo a tutto tondo dopo l'antichità, il David è l'opera più famosa e conosciuta di Donatello, realizzata in bronzo verso il 1440 su commissione di Cosimo il Vecchio, per decorare il cortile del suo nuovo palazzo di via Larga. 

Al suo capolavoro, l'artista volle imprimere un aspetto inusuale, conferendogli un'espressione pensosa e malinconica, mostrandolo nudo e sensuale come un adolescente efebico che, con la sola forza dell'umiltà e del coraggio, sconfisse la superbia e la forza bruta di Golia. Il giovane, con la mano destra impugna una spada, mentre, con la sinistra, stringe il sasso con cui ha abbattuto il rivale. In basso, posta sopra una ghirlanda, la testa dello sconfitto Golia, su cui egli poggia trionfalmente il piede sinistro. Fanno da coronamento al suo volto, dai tratti delicati e gentili, una lunga chioma e un cappello finemente decorato con nastri e alloro.

Come mai si era visto prima, Donatello, adottando un eccezionale naturalismo, tradusse il soggetto in una scultura incredibilmente viva, così come lo descrisse Vasari: "Trovasi di bronzo, nel cortile del palazzo di detti Signori (i Medici), un David ignudo, quanto il vivo, ch'a Golia ha troncato la testa e, alzando un piede, sopra essa lo pose, ed ha nella destra una spada: la quale figura è tanto naturale nella vivacità e nella morbidezza, che impossibile pare agli artefici che ella non sia formata sopra il vivo".

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