Giovedì, 13 Maggio 2021
Arte: i tesori di Firenze

Opinioni

Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze

Dante Alighieri: 700 anni dalla morte del Sommo Poeta

A cura di Rosanna Bari

La statua di Dante in Santa Croce

Con l'ingresso del 2021 l'Italia si prepara a celebrare la figura del "Sommo Poeta" nel settecentenario della sua morte.
Dante nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia che apparteneva alla piccola nobiltà guelfa, e morì a Ravenna nel 1321, dove si era stabilito da qualche anno essendo stato condannato all'esilio per motivi politici.

Il suo fervido impegno politico, infatti, lo aveva visto tra i Guelfi bianchi che si erano schierati contro il papato. La statua del "divin poeta" che domina Piazza Santa Croce fu inaugurata alla presenza del re Vittorio Emanuele II il 14 Maggio 1865 per il seicentenario della sua nascita, così come si legge nella dedica sull'alto piedistallo. Il "leone marzocco", antico simbolo della città, adorna i quattro angoli del basamento mentre artiglia uno scudo con incisi i titoli delle opere del Poeta, sullo zoccolo invece sono scolpiti gli stemmi delle principali città d'Italia.

Il Poeta appare cinto da un lungo mantello, l'espressione grave e assorta, il capo reclinato e coronato d'alloro, simbolo dei grandi poeti, nella mano destra il libro della Divina Commedia, il suo capolavoro, mentre ai suoi piedi, carica di grande valore simbolico, un'aquila con le ali semiaperte.

Il monumento, realizzato dallo scultore Enrico Pazzi in marmo bianco di Carrara, fu inizialmente posto al centro della piazza dove, il 4 Novembre del 1966 fu impotente spettatore delle devastazioni causate dall'alluvione. Tristemente note sono le immagini delle auto addossate alla base del monumento lì trasportate dalla furia dell'acqua.

Nel 1968 però, per permettere nuovamente le partite del "calcio in costume", la statua fu smontata e, dopo un accurato restauro, nel 1971 fu posta sul sagrato a sinistra della basilica rendendola così protagonista indiscussa della bellissima facciata neogotica, realizzata qualche anno prima dall'architetto Niccolò Matas.


Questo spostamento fu considerato dai Fiorentini come il secondo esilio di Dante anche se, in effetti, il monumento era stato ideato come espiazione dell'esilio infertogli nel 1302, anno in cui Dante lasciò la sua amata Firenze e non ne fece più ritorno.

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