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Domenica, 16 Giugno 2024
Arte: i tesori di Firenze

Arte: i tesori di Firenze

A cura di A cura di Rosanna Bari (Giornalista pubblicista e guida turistica qualificata di Firenze)

Congiura dei Pazzi: la "confessione" del sicario di Lorenzo de' Medici

Documento riportato alla luce dopo oltre cinque secoli

Ritrovato all'Archivio di Stato di Firenze dallo storico Marcello Simonetta, e presentato il 3 maggio 2023, un importante documento inedito riguardante la "Congiura dei Pazzi" del 1478.

Il documento, "confessione" di Antonio Maffei da Volterra, il sicario scelto per uccidere Lorenzo de' Medici, rivela gli antefatti e i retroscena della congiura. La confessione, riportata alla luce dopo più di cinque secoli, è manoscritta su due carte, con una scrittura fitta e vergata con mano nitida e nervosa.

Il complotto fu architettato dalla famiglia Pazzi, potenti banchieri fiorentini, e da Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa, contro Lorenzo e Giuliano esponenti della famiglia Medici che da lungo tempo deteneva il controllo della città. Il vero responsabile di questa operazione fu, però, papa Sisto IV della Rovere che avrebbe voluto affidare al nipote, Girolamo Riario, il ricco territorio fiorentino. Si allearono con il pontefice il Regno di Napoli e il Ducato di Urbino, potenze rivali di Firenze.

Antonio Maffei era stato convocato a Firenze da Francesco de' Pazzi. Egli nutriva un profondo risentimento per Lorenzo de' Medici in seguito a un'azione militare che, anni prima, era stata mossa contro Volterra. Venuto a conoscenza del progetto omicida si mostrò, però, timoroso e titubante pensando che questa azione avrebbe potuto rappresentare la "manifesta ruina nostra". Ma, a causa di una accelerazione degli eventi, Maffei fu frettolosamente scelto come sicario di Lorenzo. Nella sua confessione sono chiaramente riportate le parole che Francesco de' Pazzi gli rivolse: "È venuto el tempo di  por fine a' vostri e nostri danni passati et provedere al ben futuro".

L'attentato avvenne in Duomo, durante la messa del 26 aprile 1478, ultima domenica di Pasqua: Giuliano fu pugnalato e ucciso da Francesco de' Pazzi mentre, Lorenzo, lievemente ferito da Maffei, ordinò una spietata repressione dei congiurati scatenando una vera e propria caccia all'uomo.

Maffei, che intanto si era rifugiato nella vicina Badia Fiorentina, fu arrestato il 3 maggio e, sottoposto a un duro interrogatorio, fu costretto a scrivere, di proprio pugno, la confessione oggi riportata alla luce.
Questo efferato atto criminoso, avvenuto entro il perimetro di un luogo sacro, anziché indebolire l'influenza dei Medici servì, invece, a radicare maggiormente il loro potere nel tessuto sociale e politico della città.

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