Salute

Meduse, come comportarsi dopo la puntura

Le cose da fare e da non fare quando si incontra una medusa in mare

Medusa, foto Pixabay

Le meduse sono composte al 98% di acqua e sono molto urticanti per l'uomo. La loro pericolosità deriva dalle estremità tentacolari, molto urticanti per l'uomo. Nei nostri mari, fortunatamente, un contatto accidentale con i tentacoli di una medusa non comporta gravi conseguenze, ma è bene sapere che chi risulta suscettibile alle tossine contenute nel veleno dell'animale può andare incontro a shock anafilattici.

Quando una medusa ti punge cosa succede

La medusa in realtà non punge, perché non ha un pungiglione ma delle piccolissime "ventose" posizionate lungo i tentacoli, dette ecnidocisti, le quali contengono una sostanza formata da tre proteine che scatenano la reazione urticante una volta a contatto con la pelle umana. Questa sostanza provoca gonfiore e rossore localizzato nella parte toccata dai tentacoli, dolore, prurito, eritema: generalmente la sensazione intensa di dolore può durare in media 20 minuti, seguita da una fase di indolenzimento e di forte prurito.

La reazione differisce da persona a persona in quanto dipende dalla suscettibilità individuale, dalla specie in questione, dal tempo di permanenza in acqua e dall'area geografica dell'incidente: per esempio, lungo le coste australiane e nei mari tropicali ci sono specie di meduse il cui contatto può portare anche alla morte.

Cosa fare se una medusa ti punge

Nei nostri mari non ci sono specie di meduse mortali, né particolarmente pericolose, ma sono comunque presenti. Ecco cosa fare quando si entra in contatto con i suoi tentacoli.

Sciacquare la zona interessata con acqua di mare
In caso di puntura, sciacquare ripetutamente la parte colpita con acqua di mare aiuta a diluire le tossine rilasciate dai tentacoli non ancora penetrate nella pelle. Evita, invece, di sciacquare la parte con acqua dolce poiché non farebbe altro che favorire la rottura delle cnidocisti residue rimaste sulla pelle ed aumentare così la sensazione di dolore.

Pulire la pelle da filamenti residui
Finché i tentacoli e gli eventuali residui della medusa aderiscono alla pelle, continuano a rilasciare veleno, quindi vanno prontamente rimossi per interrompere il rilascio delle tossine urticanti. Per pulire accuratamente la pelle, ti dovrai munire di uno strumento quanto più simile ad una spatola in plastica, come una carta di credito, o di un coltello (ovviamente da non usare dalla parte della lama!) e raschiare con molta delicatezza tutto ciò che di residuo è rimasto sulla pelle. Ricorda che la delicatezza e la pazienza sono fondamentali in quanto la parte interessata su cui si sta operando è dolorante e gonfia.

Applicare un prodotto a base di cloruro di alluminio
Per lenire il prurito, applica un gel o una crema a base di cloruro di alluminio, meglio se ad una concentrazione del 5%. Questo prodotto è reperibile in farmacia e serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa.

In caso di reazioni di più grave entità (reazione cutanea diffusa, nausea, vomito, sudorazione profusa, mal di testa, pallore, vertigini, disorientamento e difficoltà respiratorie) chiama subito i soccorsi o recati presso una struttura medica il prima possibile.

Cosa non fare quando una medusa ti tocca

L'errore più comune, ma allo stesso tempo più dannoso, che si possa compiere è seguire l'antico rimedio della nonna, ovvero quello di applicare ammoniaca, urina, limone, aceto o alcol sulla zona colpita; questo porterà ad un sensibile peggioramento dell'irritazione acutizzandone gli effetti sulla pelle. 

Ricorda inoltre di non strofinare né grattare la parte infiammata, perché così facendo potresti rompere e aumentare il rilascio delle tossine da parte delle cnidocisti residue rimaste attaccate alla superficie cutanea.

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