Venerdì, 19 Luglio 2024
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A Firenze arriva il primo studio di Noa Yannì, la tatuatrice toscana di fama mondiale senza tatuaggi

Non solo tatuatrice, ma anche scultrice e musicista, Noa è un'artista a tutto tondo e punta a rivoluzionare il mondo dei tatuaggi

Chi l'ha detto che per far parte del mondo dei tatuaggi bisogna essere tatuati. E' vero, è forse più unico che raro vedere un tatuatore che non abbia sul proprio corpo neanche un piccolo tatuaggio. Ma l'unicità spesso equivale a qualità. Ed è proprio questa la storia di Noa Yannì, tatuatrice toscana di Montecatini Terme, diventata una delle migliori in Italia e nel mondo grazie alle sue idee e alla sua espressione artistica. Pur non avendo nessun tatuaggio sulla sua pelle.

Dopo aver girato il mondo, Noa ha deciso di tornare a lavorare in Italia, dove ha aperto ben tre studi a Montecatini, Pietrasanta e Lucca. Adesso è pronta a sbarcare nella città d'arte per eccellenza, Firenze: “Il mio legame col mondo artistico è legato a mia madre, che da sempre è scultrice e artista, mestieri che ho imparato da lei, oltre che tatuatrice come me. Ho cominciato 18 anni fa, quando ho aperto il mio primo studio a Montecatini. E' nato tutto per gioco, per vedere se riuscivo a riportare quello che studiavo attraverso l'arte sulla pelle”.

Dopo qualche anno Noa ha deciso di prendere il suo zaino per fare esperienze in giro per il mondo: Ney York, Los Angeles, Singapore, Tel Aviv, per poi tornare alle sue radici. Un viaggio che le ha permesso di crescere e di capire meglio la sua dimensione e di farsi conoscere ed apprezzare, soprattutto per la sua tecnica, quella del tatuaggio realistico: “Si tratta di uno stile che punta  a far apparire l'opera d'arte il più realistica possibile all'occhio umano. Fino a qualche tempo fa si pensava che il tatuatore dovesse per forza riuscire a rappresentare perfettamente tutto ciò che la mente umana immagina. Io invece preferisco concentrarmi su un unico stile per poter offrire al cliente la qualità massima. In questo modo riesco a fare sempre meglio nel mio lavoro”.

Oltre al suo stile, la particolarità della tatuatrice toscana è quella di non avere nessun tatuaggio sul proprio corpo. Il motivo è legato sia ad un piccolo aneddoto, che ad un ideale ben preciso: “Quando ho iniziato nel mio primo studio ero da sola e non avevo colleghi ai quali potevo chiedere di farmi un tatuaggio. Ero concentrata sul lavoro che dovevo fare io. Focalizzandomi per anni su questo aspetto, il tempo passava e ancora non ero decisa su cosa farmi. Girando un po' per il mondo ho notato poi che questa cosa veniva vista come un problema da parte dei miei colleghi. Com'è possibile che un tatuatore che deve abbattere i limiti della normalità non gli può andar bene che io faccia questo mestiere pur non avendo neanche un tatuaggio? A quel punto è stata un po' come una battaglia che ho voluto portare avanti per abbattere questo cliché, e mi sono rifiutata”.

Nella vita mai dire mai però: “In realtà mi piacerebbe anche farmi un tatuaggio – ammette Noa – ma ad oggi trovo tutto inadatto. Forse non me li farò mai, oppure arriverò ad un certo punto della vita che sceglierò di tatuarmi, non lo so.  Io sono Noa e mi sento così. Anche se in realtà uno lo avevo, ma l'ho tolto un po' di tempo fa col laser”.

Diplomatasi all'Accademia di Belle Arti, lo studio che Noa aprirà il prossimo 16 aprile nello spazio della Manifattura Tabacchi rappresenta un cerchio che si chiude. Al suo interno si alterneranno tatuatori esperti che arrivano da ogni parte d'Italia. Inoltre l'obiettivo è anche quello di trasformarlo in un punto di riferimento per la formazione di giovani talenti: “Aprire a Firenze è sempre stato un sogno nel cassetto. Nei miei anni in giro per il mondo ho imparato a conoscere questo settore, e ho capito che quello che manca è una vera e propria aggregazione. Tutti lavorano per il singolo, manca una comunicazione che potrebbe far accrescere le idee e il movimento. Quello che sto cercando di fare è proprio questo, creare una grande community per far unire questo settore molto di più, perché l'unione fa crescere tutti. Proprio per questo mi piacerebbe anche creare una parte formativa all'interno dello spazio della Manifattura Tabacchi, con lezioni di gruppo, creando un connubio tra scultura, pittura e tatuaggio”.

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