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Martedì, 7 Febbraio 2023
Attualità Centro Storico / Via Pietrapiana

Il palazzo di Poste Italiane: da sempre parte del patrimonio artistico della città

Nell’anno in cui Poste Italiane celebra i suoi 160 anni, i Palazzi di Poste continuano a rappresentare un simbolo della bellezza architettonica e della storia dell’Italia

Nell’anno in cui Poste Italiane celebra i suoi 160 anni, i Palazzi di Poste continuano a rappresentare un punto di riferimento sul territorio nazionale e ad essere un simbolo della bellezza architettonica e della storia dell’Italia. Il Palazzo di Firenze via Pietrapiana, oggi come ieri, è emblema di un’epoca e ricopre un ruolo di indiscutibile testimonianza storica e di maestosa autorevolezza. 

In particolare, l’edificio di via Pietrapiana di proprietà EGI (Europa Gestioni Immobiliari), costruito dall’architetto Giovanni Michelucci nel 1967, ospita un ufficio postale unico nel suo genere. 

Realizzato in un isolato demolito negli anni Trenta, composto da due volumi disposti intorno ad un cortile interno, al piano terra dispone di una pregevole galleria a doppia altezza su cui affacciano i piani ammezzato e primo, l'edificio si caratterizza per gli slittamenti dei piani e gli scarti dei volumi dei fronti, che evidenziano un tentativo di dialogo col tessuto circostante. 

A seguito di un processo di valorizzazione urbanistica, la superficie al piano terra e al piano ammezzato avrà destinazione commerciale. I piani superiori, che sono stati prima sede delle Poste Italiane e successivamente degli uffici del Comune di Firenze, saranno ristrutturati ed ospiteranno uno studentato, l’ufficio postale di recente ristrutturazione, ha il suo ingresso indipendente in via Verdi.

I palazzi di Poste Italiane spesso sono opere d’autore, nelle loro più diverse declinazioni artistiche e strutturali hanno rappresentato negli anni la trasformazione che il nostro Paese ha vissuto tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopo guerra. Anche dal punto di vista della cultura architettonica hanno contribuito a delineare il contorno di una inedita modernità: soprattutto dagli anni ’30 del Novecento, nel segno dello stile razionalista.

Senza dimenticare l’importante ruolo sociale che hanno rappresentato per tutte le generazioni e in ogni epoca.

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