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Covid: la pandemia allunga le liste d'attesa e riduce il numero degli interventi

Per visite e controlli possono occorrere anche dei mesi. E' dura anche prenotare

L'emergenza Covid in Toscana ha prodotto liste d'attesa più lunghe e ora per visite e controlli possono occorrere anche dei mesi. L'assessore reginoale alla sanità Bezzini si difende sostenendo che in Toscana "Ci sono meno difficoltà che altrove" ma - riporta l'edizione odierna de La Nazione Firenze - è diventata dura anche prenotare, i posti sono disponibili dopo mesi e in molti sono constretti a ricorrere al privato.

Ma perché tanto ingolfamento? Da quanto spiegato in Consiglio dall'assessore Bezzini, il problema è legato a più fattori, spiega La Nazione Firenze. Il Covid ha monopolizzato per mesi gli ospedali rallentando - e in alcuni casi bloccando - gli interventi non urgenti.

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Molti poi hanno evitato, sempre per la pandemia, medici e ospedali, riversandosi tdagli specialisti tutti insieme nei mesi successivi. Infine il fattore tecnico: errori nella compilazione delle ricette e accavallamenti fra visite nuove e di controllo che costringe alcuni pazienti a inutili attese.

I dati

Nella AsI Toscana Centro - specifica La Nazione Firenze - per gli interventi chirurgici, c'è stato un incremento delle liste d'attesa del 9% da gennaio 2020 a marzo 2021 e, in parallelo, una riduzione dell'attività del 30% dal 2019 al 2020.

L'ultimo report regionale su prime visite ed esami diagnostici fotografa una situazione 'a macchia di leopardo': per le visite cardiologiche, dermatologiche e l'ecocolor doppler dei tronchi sovraortici, nella Ausl Toscana Centro si hanno percentuali di rispetto dei tempi massimi d'attesa (indicati dal piano regionale) molto alte a Firenze (sopra il 97%), ma non a Empoli, in notevole difficoltà. Anche Prato e Pistoia patiscono ritardi e percentuali inferiori al 70%.

"La Toscana è fra le Regioni che hanno perso meno prestazioni ambulatoriali nel 2020 - ha detto l'assessore Bezzini - da uno studio di Agenas emerge che la variazione delle prestazioni di specialistica rispetto al 2019 è stata del -24,2%, mentre la media nazionale è attestata a un -30,33%".

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