Domenica, 17 Ottobre 2021
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Green pass al lavoro: quando entra in vigore e cosa cambia

Niente sospensione ma stop allo stipendio per chi non lo possiede. Arrivano i tamponi a prezzo calmierato

Tamponi a prezzo calmierato

Fino al 31 dicembre, chi non può vaccinarsi potrà fare il tampone gratis - e per questo il decreto stanzia 105 milioni - mentre per tutti gli altri il costo sarà di 15 euro, che scende a 8 per i minori di 18 anni. Le farmacie aderenti al protocollo sono tenute ad applicare i prezzi calmierati e per chi non si adegua sono previste sanzioni da 1.000 a 10mila euro e la chiusura dell'attività per massimo 5 giorni. Il prezzo calmierato è assicurato anche da tutte le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni.

Green pass ai guariti subito dopo la prima dose del vaccino

Il decreto stabilisce che chi guarisce dal Covid e fa una dose di vaccino avrà il green pass subito dopo la somministrazione e non dovrà attendere 15 giorni come era previsto fino ad oggi. Viene anche disposto il rilascio del certificato verde anche a coloro che, positivi al virus passati 14 giorni dalla prima dose o a seguito del completamento del ciclo vaccinale, siano successivamente guariti.

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Numero unico 1500

Per avere informazioni sul green pass ci sarà un unico numero, il 1500. Il decreto abolisce la dicotomia tra il numero 800 91 24 91, per l'assistenza tecnica per l'acquisizione dei certificati verdi, e il 1500, relativo alle informazioni su aspetti sanitari e il rilascio dell'authcode.

Tribunali e magistratura

Il pass sarà obbligatorio per accedere a tribunali e uffici giudiziari anche per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari e onorari, i componenti delle commissioni tributarie. Anche in questo caso il controllo spetta al datore di lavoro: chi è senza pass risulta assente ingiustificato e si vedrà sospeso lo stipendio. Per chi viene trovato senza la certificazione scatta l'illecito disciplinare, sanzionato, per i magistrati ordinari, con l'irrogazione di una sanzione non inferiore alla censura, e per tutti gli altri secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

Dall'obbligo sono esclusi avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, i testimoni e le parti del processo. L'esclusione, dice la relazione illustrativa al decreto "deriva dall'esigenza di chiarire che l'intervento intende regolare solo il rapporto tra l'amministrazione e i suoi dipendenti".

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