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Coronavirus, scenario 'mini zone rosse' in provincia di Firenze: cosa cambia se un Comune va 'in lockdown'

Nell'area metropolitana fiorentina, a partire dall'Empolese-Valdelsa, potrebbero presto scattare "mini zone rosse". Ecco le nuove regole per scuole, parrucchieri, negozi e spostamenti se un Comune cambia colore

Contagi 'al galoppo' in sette province toscane: non è in corso un'accelerazione esponenziale dell'epidemia ma la Toscana, dopo una settimana da incubo, continua ad avere numeri in ulteriore crescita anche in quella in corso.

A certificarlo è l'ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, aggiornato al 2 marzo, che, tra gli altri dati, osserva anche l'andamento dei contagi in tutte le province italiane. Lo scrive l'edizione odierna de Il Corriere Fiorentino.

In Italia, su 107 province, ben 65 hanno un forte aumento dei nuovi casi, sopra il 20%. Tra queste, ben 7 (su 10 totali) sono toscane. A sorprendere è il tasso d'aumento dei positivi delle realtà con un impatto minore dell'epidemia, segno che il contagio si sta distribuendo: Grosseto infatti sale del 47,7%, mentre Massa Carrara del 44,7%. Le altre nella lista sono Pisa (+25,7%), Pistoia (+25,6%), Lucca (+24,6%), Firenze (22,1%) e Arezzo (20%).  Le realtà toscane si sono comunque allontanate dalle primissime posizioni della scorsa settimana, in particolare il Senese. 

E' chiaro che i dati preoccupino. E se il governatore Giani ha sostenuto nei giorni scorsi che anche la prossima settimana, quella che va da lunedì 8 a domenica 14 marzo, la Toscana dovrebbe restare arancione, non è tuttavia escluso che il presidente della regione possa - come ha già fatto, ad esempio, a Cecina nel Livornese o nelle provincia di Siena - far disporre delle "mini zone rosse" qualora l'indice RT 'sfori' la soglia di sicurezza.

Spettro "zona rossa" in provincia di Firenze

Per quanto riguarda la situazione nella provincia di Firenze, a preoccupare è soprattutto la zona dell'Empolese-Valdelsa. A Certaldo, il sindaco Cucini ha già chiuso le scuole di ogni ordine e grado. Nell'area, da giorni si riflette sull'opportunità di applicare misure più stringenti per bloccare la corsa del virus che ha ritrovato potenza, complici le varianti, e dare boccata di ossigeno ai presidi sanitari.

Nell'attesa dunque che il Comitato tecnico scientifico si riunisca e decida nel pomeriggio odierno il 'colore' della Toscana per la prossima settimana, vediamo cosa cambierebbe e quali sarebbero le nuove regole, qualora il governatore Giani decidesse, di concerto con le autorità sanitarie, di applicare le "mini zone rosse" in uno o più Comuni del Fiorentino, alla luce delle novità che porta con sè il primo Dpcm dell'era Draghi, in vigore da domani 6 marzo al 6 aprile.

Scuole, chiusura anche per nidi e materne 

In zona rossa - come da nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal prossimo 6 marzo - tutte le scuole saranno in Dad, didattica a distanza, dai nidi all'Università. Non solo. Si farà didattica a distanza prevista anche nei territori (comuni o province) con tasso di incidenza di 250 contagi su 100.000 abitanti a settimana. Stop dunque in arrivo anche per asili nido e scuole materne. Resterà garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Novità: stop parrucchieri, barbieri e centri estetici

Rispetto al precedente decreto, con il nuovo Dpcm è stata introdotta la chiusura dei servizi alla persona nelle zone rosse (parrucchieri, barbieri e centri estetici). Anche queste attività chiuderanno i battenti a partire dall'entrata in vigore del nuovo decreto, ovvero dal prossimo 6 marzo.

Attività commerciali: chi apre e chi chiude 

Saracinesche alzate solo per alcune attività commerciali di servizi essenziali i negozi di generi alimentari, le farmacie e le parafarmacie, i fornai, i rivenditori di mangimi per animali, le edicole, i distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, il commercio al dettaglio di materiale per ottica, la produzione agricola e l’allevamento, i servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, i servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat, le attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali.

Nuovo Dpcm Draghi: le misure in vigore dal 6 marzo

Chiusi tutti gli altri inclusi tutti i negozi all’interno dei centri commerciali, ad esclusione di quelli che rientrano in queste categorie. Chiusi bar e ristoranti, consentiti solo l’asporto e le consegne a domicilio. Nel nuovo Dpcm è stato però eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto, cioè le enoteche. Nel precedente Dpcm di metà gennaio si prevedeva invece il divieto di asporto per i cibi nelle zone arancioni e rosse dopo le 18.

Spostamenti

Quanto agli spostamenti resta valido il divieto ai viaggi turistici, mentre gli spostamenti tra Regioni (per Decreto legge vietati fino al 27 marzo) resteranno possibili solo per motivi di salute, lavoro e necessità. Vietati spostamenti sia in entrata che in uscita dai territori dei comuni, nonché all’interno dei medesimi territori.

E’ esclusa anche la possibilità di effettuare visite a parenti e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio comune, o recarsi nelle seconde case, salvo situazioni di necessità. Consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute. Sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non è possibile - a meno di urgenti e necessari motivi - andare nelle seconde case se le abitazioni sono in zone rosse (misura valida anche per l'arancione scuro). 

Sport e attività motoria

Lo svolgimento degli sport di contatto (il cui elenco è stato definito con provvedimento del Ministro dello Sport) è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

Sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori. Consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
 

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