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Il professor Andrea Crisanti

Il professor Andrea Crisanti

Coronavirus, Crisanti: "Terza ondata è certa, l'Italia avrà il record di decessi in Europa"

Il virologo a "L'Aria che tira" su La7. L'infettivologo Galli: "L'estate allegra ci è costata 20 mila morti". Ricciardi: "Dicembre e gennaio saranno mesi terribili"

"La terza ondata in queste condizioni è una certezza. Siamo in una situazione grave stabile, ci attende un inverno preoccupante". Così il professor Andrea Crisanti a L'aria che tira, su La 7, analizzando il quadro dell'emergenza coronavirus in Italia.

"L'obiettivo è mantenere l'attività economica o tutelare la salute? Bisogna trovare il giusto compromesso - ha aggiunto Crisanti -. Prima che il vaccino abbia effetto passeranno mesi. L'Italia alla fine della prossima settimana sarà il paese con più morti in Europa, non è qualcosa di cui essere orgogliosi. Natale, con scuole chiuse e fabbriche a ritmo ridotto, va sfruttato per ridurre i contagi".

"La terza ondata - conclude il virologo - è una certezza in questa situazione, non c'è bisogno di previsioni. Con la riapertura delle scuole e delle attività produttive, abbiamo offerto una grande occasione al virus e i contagi sono esplosi. Dopo l'estate avevamo in mano una situazione gestibile e ce la siamo lasciati sfuggire. I casi residui potevano essere gestiti", ribadisce.

Coronavirus: in Toscana 428 nuovi casi e 35 decessi

Circa i presunti errori dell'estate quanto alla gestione dell'emergenza Covid tra la prima e la seconda ondata, è intervenuto Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive del Sacco di Milano

Secondo Galli, intervenuto ad Agorà su Rai 3, ci sarebbero stati ventimila morti in meno, se l'estate non fosse stata così scellerata: "È un conto che mi fa fatica fare: più di 20mila morti li avremmo potuti in larga misura evitare".

Quindi è meglio stringere i denti ora per scongiurare una terza ondata? "Ovviamente sì - ha risposto l'infettivologo - sono cose che stiamo ripetendo da giorni. Se riesci a stabilire una tendenza favorevole, vuol dire che le misure prese stanno dando risultati ma non vuol dire che il virus sia scomparso".

"Non cantiamo la stessa canzone che è stata cantata piu volte, anche spesso stonando, nel periodo estivo - ha concluso Galli - il mancato rispetto delle note di questa canzone ci ha portato alla terribile ripresa autunnale".

Coronavirus, Giani: "Siamo da zona gialla"

Vede nero anche Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene alla Cattolica di Roma. "Siamo ancora nel pieno della seconda ondata del Covid - ha detto Ricciardi durante un convegno promosso online dall'Osservatorio malattie rare -. Dicembre e gennaio saranno due mesi terribili per due motivi: per i problemi nell'accesso ai servizi e per le tante differenze a livello regionale".

"E' molto importante continuare con il rispetto delle regole, sia a livello individuale che da parte degli organismi istituzionali - ha aggiunto Ricciardi - perché se si allentano le misure troppo presto non solo non si inverte il trend, ma il rischio è quello di trovarci di fronte a mesi difficilissimi, in cui Covid e influenza correranno insieme. Perché il coronavirus circola ancora in modo importante, e non rispetta i confini regionali".

"Non bisogna allentare troppo presto, o dare l'impressione che la zona gialla sia 'liberi tutti'. Altrimenti - ha sottolineato Ricciardi - c'è il rischio di un ulteriore aggravamento dell'ondata epidemica. Se invece terremo duro, a gennaio arriverà il calo vero dei nuovi casi, così come quello dei decessi".

"Attenzione però - ha concluso Ricciardi - riuscire a ridurre la curva non è ineluttabile: se non si capisce che le evidenze valgono per tutta Italia e che il virus non conosce confini, c'è il rischio che la curva torni a crescere. E questo proprio quando ci aspettiamo il maggior numero di casi di influenza".

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