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A caccia del Covid: cos'è e come funziona "Immuni", app delle polemiche

Servirà a tracciare i contagi e contenerne la seconda ondata. Ma c'è il nodo privacy. E il rischio di arrivare tardi

Si chiama Immuni ed è l'app italiana scelta dal Governo per il tracciamento dei movimenti delle persone, in funzione del contenimento dei contagi da Coronavirus. Ieri sera il premier Giuseppe Conte l'ha indicata come uno dei cinque 'pilastri' della ripartenza, della fase 2.

Il suo utilizzo a partire dal prossimo 4 maggio, però, sta facendo discutere. Per i suoi detrattori si tratterebbe di una sorta di "Grande Fratello" o comunque di un potenziale furto o vendita di dati sensibili, mentre per Palazzo Madama rappresenta un potenziale 'antidoto' alla seconda ondata di contagi, prevista per l'autunno.

Ma come funziona Immuni? Come si scarica? E quali conseguenze comporta, dal punto di vista della privacy e nell'ipotesi che l'app rilevi un contatto tra l'utente e un soggetto contagiato?

Le caratteristiche. L’app Immuni è costituita da due parti: una dedicata al contact tracing, che si attiva tramite tecnologia Bluetooth. L’altra dedicata al proprio diario clinico: ossia un registro in cui l’utente potrà inserire il proprio stato di salute ed eventualmente la comparsa di sintomi compatibili con il virus. I dati vengono conservati sul dispositivo dell’utente, a cui viene assegnato un codice che viene poi scambiato con i dispositivi vicini tramite il BLE- Bluetooth Low Energy. Le informazioni raccolte rimangono archiviate fino a quando non diventi necessario tracciare tutti i movimenti: ossia nel caso in cui la persona che ha installato l'app sia diventata, nel frattempo, positiva al Coronavirus.

Come si scarica. L’app non è obbligatoria: potrà essere scaricata su base volontaria e in maniera del tutto gratuita. Inizialmente, verrà testata in alcune regioni. L'applicazione dovrebbe essere disponibile per tutti da maggio. Potrà essere scaricata per sistemi Android e iOS, quindi da Google Play e Apple Store. Per essere efficiente, l’app dovrà essere scaricata da almeno il 60% degli italiani.

Come funziona. Se un utente risulta positivo al Covid-19, potrà dare il consenso all’utilizzo dei suoi dati, in modo da tracciare tutti i contatti avuti nei giorni precedenti e quindi ricostruire la cronologia dei suoi movimenti. Tramite un algoritmo, viene valutato il rischio contagio e stilato un elenco di utenti da avvertire tramite smartphone L'alert, il messaggio di allerta, arriverà agli utenti dalle autorità sanitarie e chiederà di seguire un preciso protocollo.

Il mancato rispetto dell'alert. L'utente che ha scaricato l’applicazione e ricevuto la comunicazione di essere entrato in contatto con un positivo al Coronavirus, dovrà rispettare l’isolamento a casa. Se non lo farà, rischierà di essere denunciato penalmente per epidemia colposa, come già avviene per chi vìola la quarantena.

Perché il Governo ha scelto Immuni. Risultata vincente tra le 319 proposte arrivate al Ministero dell'Innovazione, è opera della società Bending Spoons Spa, una pmi innovativa italiana con sede a Milano, fondata nel 2013 a Copenhagen da 5 soci, di cui 4 italiani. Primo sviluppatore di app in Europa, vanta oltre 200 milioni di download. Immuni app Fase 2 è stata creata in collaborazione con il Centro medico Santagostino. Il Governo ha formalizzato l'accordo con la società tramite un'ordinanza firmata dal commissario straordinario Domenico Arcuri, relativa “alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d'uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons Spa”. Nell'ordinanza sono elencate le ragioni della scelta: la capacità di contribuire con tempestività alla lotta contro il Covid-19; il rispetto della conformità al modello europeo delineato dal Consorzio PEPP-PT (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing); la garanzia del rispetto della privacy da parte della società. Riconosciuto anche lo spirito di solidarietà dell’azienda, che “ha manifestato la volontà di concedere, in licenza d’uso gratuita e perpetua, sia al Commissario per l’emergenza che al Consiglio dei Ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative” del sistema di contant tracing sviluppato.

La privacy e i tempi stretti. Resta da risolvere il problema di chi gestirà l'enorme mole di dati privati che l'app raccoglierà per il Comitato scientifico e la task force del governo. Per collocare i server, si sta verificando la disponibilità dei ministeri della Difesa e dell’Interno. Per muovere i dati, invece, si pensa a una struttura ad hoc, forse della Protezione civile. Ma sul punto, per ora, non v'è certezza. Come non v'è certezza su chi, eventualmente, dovrà controllare l'effettivo rispetto della privacy da parte della società che ha offerto l'app. Nè sui tempi: l'app dovrebbe essere scaricata dal 60% degli italiani agli inizi di maggio ma i partiti stanno nicchiando sul via libera a Immuni, che potrebbe arrivare solo dopo un voto del Parlamento (come chiesto dall'opposizione). Il rischio di arrivare troppo tardi è concreto.

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