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Anniversario delle leggi razziali, Rossi: "Vergogna, fantasmi del passato riaffiorano"

Il 5 settembre del 1938 la promulgazione: "Dobbiamo agire contro il razzismo per evitare il peggio"

Oggi, 5 settembre 2018, è l'ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali da parte del regime fascista italiano, avvenuta il 5 settembre del 1938. Iniziative per ricordare e condannare l'infamia delle leggi razziali si sono svolte in tutta Italia e anche in Toscana.

"Le infami leggi razziali, una vergogna italiana", il 'titolo' del lungo post pubblicato su Facebook dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

"In Italia il razzismo ha una storia e una preistoria, un sommerso, il cui vertice si situa nel ventennio fascista. [...] Ma come funzionava la propaganda fascista? La tecnica era ben collaudata: sui giornali, alla radio o nelle scuole si spargevano parole con dosi crescenti di veleno ideologico per preparare così il salto dalla condivisione di idee razziste alla pratica razzista", scrive Rossi.

"Oggi i fantasmi della disgregazione, dei nazionalismi, del razzismo e della xenofobia affollano nuovamente i cieli dell'Europa e sono il frutto avvelenato di una lunga crisi che ha colpito la vita di milioni di persone. Contro il razzismo dobbiamo agire per evitare il peggio. Lo ribadiamo con forza oggi, 5 settembre 2018, a ottant'anni dalla promulgazione dalle infami leggi razziali del fascismo, che furono una pagina vergognosa della nostra storia", aggiunge Rossi, che nel suo post poi ripercorre lo sviluppo della campagna antisemita da parte del fascismo dopo la promulgazione delle leggi razziali.

"Le Leggi razziali furono precedute, il 25 Luglio 1938, dalla pubblicazione del “Manifesto degli scienziati razzisti” a firma di 'un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle Università italiane'. Il 5 Agosto 1938 il Manifesto apparve sul primo numero della Rivista 'La Difesa della Razza' diretta da Telesio Interlandi, a cui collaborava anche il futuro segretario del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante, e pensare che oggi qualcuno vorrebbe pure di intitolargli piazze e strade", conclude Rossi, che questa mattina è stato a San Rossore (Pisa), nel luogo dove 80 anni fa l'allora re Vittorio Emanuele III firmò i "Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista".

"Serve una memoria vigile", ha aggiunto la vice presidente della Regione Toscana, Monica Barni, un attimo dopo la deposizione delle corone davanti alla targa nel parco di San Rossore che dal 2012 ricorda la firma delle leggi antisemite italiane.

"L'esser qui, tutte le istituzioni assieme (presenti anche il sindaco di Pisa Conti e il rettore dell'Università Mancarella), è un gesto importante dal punto di vista simbolico ed essenziale per la memoria. Dobbiamo lavorare con i giovani, affinché non cedano all'indifferenza o non siano irretiti da false chimere e racconti - ha proseguito Barni -. Oggi purtroppo tanti segnali ci dicono che il pericolo c'è e quindi dobbiamo ancor di più alzare il nostro impegno, in una Regione dove tante cose comunque già vengono fatte: il Treno della memoria ad esempio, che ogni due anni porta oltre cinquecento ragazzi delle scuole superiori ad Auschwitz e che non è un viaggio commemorativo ma della consapevolezza, che inizia con la preparazione degli insegnanti e il lavoro in classe".

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