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Natalia Goncharova: le immagini della mostra a Palazzo Strozzi

 

Alla scoperta di Natalia Goncharova, anche così si sarebbe potuta chiamare la mostra che Palazzo Strozzi ospiterà dal 28 settembre al 12 gennaio 2020 dell'artista russa simbolo delle Avanguardie di primo Novecento. "Natalia Goncharova: tra Gauguin, Matisse e Picasso" è la seconda retrospettiva, realizzata al di fuori della Russia, a lei dedicata.

Nonostante la sua importanza storica e artistica in Italia la sua arte è poco conosciuta, per questo la mostra - a cura di Ludovica Sebregondi - vuole essere un racconto che parte con alcune immagini della sua vita nelle campagne russe (dov'è nata) e che prosegue attraverso i suoi quadri, i suoi bozzetti e i suoi abiti. Sì, perchè la Goncharova fu pittrice, costumista, sceneggiatrice e illustratrice di libri. La sua totale dedizione all'arte la portò in Europa dove si confrontò, e scontrò, con artisti come Matisse, Gauguin, Picasso, Balla e Boccioni.

Fu processata tre volte per offesa alla pubblica morale e pornografia (fu sempre assolta) perchè, nel 1910, fu la prima donna ad esporre nudi femminili in una mostra. 

La Goncharova condividerà la vita e la passione per l'arte con Mikhail Larionov, artista suo coetaneo conosciuto nel 1900. Per 50 anni vissero insieme in una relazione aperta, solo nel 1955 si sposarono per garantire che le loro opere venissero ereditate da uno dei due.

Tra le principali opere presenti in mostra citiamo l’Autoritratto con gigli gialli (1907-1908), la tela Contadini che raccolgono le mele (1911), il polittico della Mietitura (1911) e i suoi dipinti di nudi, che la portarono a processo per oscenità. Una sezione dedicata alle opere religiose tra cui il monumentale polittico degli Evangelisti (1911), che nel 1914 a San Pietroburgo sconvolse il pubblico e fu ritirato dalle autorità. In occasione della mostra è stato restaurato il grande paravento commissionato a Natalia nel 1927 per l’Arts Club di Chicago dalla raffinata collezionista americana Rue Winterbotham Carpenter. La mostra presenta inoltre un confronto con importanti opere di futuristi italiani, come lo studio per La città che sale di Boccioni e Velocità astratta – l’auto è passata di Balla. Il confronto tra gli studi per Dinamismo di un ciclista di Boccioni e il Ciclista di Goncharova permette di apprezzare analogie e differenze tra Futurismo italiano e russo e di ripercorrere il rapporto con Marinetti e con gli artisti frequentati a Roma tra 1916 e ’17. 

Ben 130 opere saranno esposte a Palazzo Strozzi grazie ai prestiti di importanti collezioni e istituti internazionali: i musei russi quali la Galleria Tretyakov di Mosca e il Museo Statale Russo di San Pietroburgo, e dalle collezioni della Tate, della National Gallery, della Estorick Collection e del Victoria and Albert Museum di Londra. Fondamentali anche i prestiti da istituzioni italiane come i milanesi Museo del Novecento e il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, oltre che dal Mart di Rovereto.

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