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Piazza Alberti: perché è stato "smontato" il Muro della gentilezza / VIDEO

L'iniziativa si è nata in Medio Oriente e poi ha preso piede negli altri Paesi

 

Conclusa con soddisfazione l'esperienza del Muro della gentilezza allestito sotto il cavalcavia di Piazza Alberti. A fine dicembre a edificare la parete dell'altruismo, che ha retto per circa due mesi, era stato il Comitato Social Street Bellariva. L'iniziativa si è chiusa con risultati rincuoranti, e ben oltre le aspettative, per la complessità di gestione riscontrata da parte dei volontari che avevano "eretto" in città questo muro di umanità. Per il futuro si vedrà se il motto "Prendi se hai bisogno, dona se non ti serve" riuscirà a ritrovare spazio in città.

Iniziativa, quella di lasciare vestiti appesi a disposizione di chi ne avesse bisogno, che si rifaceva a quella partorita in Iran nel 2015 poi diventata nota come i Wall of Kindness. Un'idea con cui si è creato un legame che ha unito nazioni in più Paesi con una parete sostenuta da mattoni di solidarietà. 

Con più esempi, con fortune alterne, anche in Italia e in provincia di Firenze, come nel Parco della Misericordia di Borgo San Lorenzo, anche se non mancano esempi più strutturati come quello in piazza Fiera a Trento dove il muro è stato decorato dall'artista Senka Semak. 
 

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