Verrocchio, il maestro di Leonardo: le immagini della mostra

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Dal 9 marzo sarà possibile vedere la grande retrospettiva dedicata al Verrocchio, il maestro, lo scultore, il pittore curata da due dei maggiori esperti del Quattrocento: Francesco Caglioti e Andrea De Marchi. 120 opere, arrivate dai musei di tutto il mondo (tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington DC, il Musée du Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra, le Gallerie degli Uffizi), saranno dislocate tra Palazzo Strozzi e il museo nazionale del Bargello. Un unicum che vede due grandi realtà museali fiorentine unirsi per l'arte, la ricerca e la scienza.

I capolavori di Andrea del Verrocchio sono messi a confronto serrato con le opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci.

Sono state 14 le restaurazioni portate a termine in occasione della mostra che ha visto impegnati i suoi curatori, Arturo Galansino, direttore di Palazzo Strozzi, e Paola D'Agostino, direttrice dei musei del Bargello, per quattro anni.

Di particolare rilievo l'attribuzione al giovane Leonardo da Vinci della Madonna col Bambino, una scultura in terracotta che per la prima volta esce dalle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra di cui fa parte dal 1858 e dove è solitamente esposta come opera di Antonio Rossellino. 

A Palazzo Strozzi questa terracotta - verosimilmente l’unica scultura esistente attribuibile a Leonardo - è presentata in diretto dialogo con una selezione di straordinari drappeggi dipinti su lino dallo stesso Leonardo, con i quali presenta riscontri puntuali. Analogamente può essere confrontata con altre celebri opere del maestro, come l’Annunciazione degli Uffizi, la Vergine delle rocce e la Sant’Anna del Louvre.

"Questa strabiliante Madonna non ha riscontri diretti e persuasivi con nessun’altra scultura del Rinascimento fiorentino, mentre ne ha moltissimi con i disegni e i dipinti di Leonardo, soprattutto giovanili, ma anche maturi” dichiara il professor Francesco Caglioti, curatore della mostra. “Restando a lungo nella bottega di Verrocchio, Leonardo dovette impararvi a modellare benissimo l’argilla, come ricorda Vasari: «nella sua giovanezza di terra alcune teste di femine che ridono, e parimente teste di putti che parevano usciti di mano d'un maestro".

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