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"Marina Abramović. The Cleaner": 50 anni d'arte / VIDEO

 

Una donna protagonista assoluta a Palazzo Strozzi: Marina Abramović è la prima artista che espone nel museo fiorentino. Una performer discussa ma che non ha mai avuto paura, ha dichiarato durante la conferenza stampa della presentazione della mostra al cinema Odeon. La retrospettiva è un viaggio nella sua vita artistica, dagli anni '60 - quando ancora non aveva scoperto l'arte performativa - ad oggi. Il titolo "Marina Abramović. The Cleaner" ha un significato particolare, Marina voleva fare pulizia, togliere il superfluo e l'ha fatto guardando alla sua carriera decennale e proponendo al pubblico le sue opere più significative.

La mostra si divide in tre parti, la prima, nella Strozzina, con i lavori giovanili - in cui si cimentava con la pittura e la grafica - e le performance estreme degli anni '70. La seconda, al piano nobile del palazzo, con le opere realizzate insieme a Ulay - suo grande amore e compagno di lavoro per 12 anni -: i loro viaggi, le loro sperimentazioni, fino all'addio con "The Lovers" sulla Grande Muraglia cinese. La terza tappa, l'ultima, è di nuovo un racconto in solitaria. Inizia negli anni '90 e narra della guerra, del dolore (Balkan Baroque) per approdare poi in una ricerca sempre più concreta del confronto con lo spettatore: di grande impatto fu "The Artist is present", quando nel 2010 rimase seduta su una sedia per 7 ore al giorno per tre mesi nell'atrio del MoMa di New York. Abramović la ritiene la sua performance più difficile e impegnativa. 

Una mostra importante che propone immagini forti, molte di nudo (in una stanza è vietato l'acceso ai minori di 18 anni e in generale per i minori di 14 anni è raccomandata la presenza di un adulto), che scuotono il visitatore per l'attualità dei temi trattati. La resistenza mentale e fisica dei performer che interpretano le performance di Marina è messa a dura prova: hanno dovuto infatti seguire un'attenta preparazione per poter andare in scena.

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