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Coronavirus, Macrolotto ancora deserto: "Paura tra gli imprenditori cinesi" / VIDEO

Sulla questione parla Marco Wong, consigliere comunale di Prato e presidente onorario di Associna

 

Saracinesche ancora abbassate nella zona del Macrolotto, area pratese che si affaccia sulla provincia di Firenze che da anni rappresenta il volano dell'imprenditoria cinese in Toscana. Un motore che però non si è ancora rimesso in moto sebbene la fase 2 già lo consenta per numerose attività di questa aria industriale. 

 "Sono stati proprio gli imprenditori cinesi del Macrolotto ad anticipare il lockdown, ancora prima che l’italia fosse dichiarata zona rossa. Ben un mese prima. Nonostante la crisi che avanza e le difficoltà economiche riapriranno per ultimi, ben oltre l’inizio della fase 2" spiega Marco Wong, consigliere comunale di Prato e presidente onorario di Associna.  

Gli imprenditori cinesi, alla testa di 4.800 aziende di pronto moda, per il momento non avrebbero alcuna intenzione di riaprire i battenti: “Rimane preoccupazione tra gli imprenditori, c’è la paura che con la riapertura si possa riprendere la diffusione del virus. Inoltre al momento la richiesta è pressoché nulla, quindi si rischierebbe di aprire senza motivo”. 
Come stanno vivendo gli imprenditori cinesi questa serrata? “Ci sono stati imprenditori che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, non sono mancate segnalazioni per pagare gli affitti – continua Wong – Alcuni hanno usufruito dei buoni da parte del Comune”.


Aleggia anche il timore che in tanti nella comunità cinese possano scegliere di non riaprire nemmeno con la fine totale del lockdown. “Vi è una discussione tra le varie chat su quella che possa essere la possibilità di chiudere del tutto l’attività o meno. Il grosso della migrazione cinese è venuto tra la fine degli anni ’80 ed inizio anni ’90 e, considerando che in Cina si va in pensione anche con pochi anni di contributi, qualcuno pensa che possa essere arrivato il momento di ritirarsi in patria”.

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