La tessera del tifoso non è mai stata digerita dagli ultrà del calcio. Striscioni e cori allo stadio, ad una certezza: contrastarla è forse l’unico elemento condiviso che attraversa tutte le curva d’Italia. Per il tribunale di Firenze tuttavia la tessera del tifoso, o meglio la versione della Fiorentina chiamata 'Orgoglio viola', non viola il Codice della Privacy. La sentenza arriva dopo il ricorso che una decina di tifosi presentarono in sede legale. “È la prima sentenza del genere ed è un precedente importante – spiega uno dei legali della Fiorentina, Alessandro Giannetti”. “Sono pendenti ricorsi simili in numerose citta' – ha continuato – ma, visto che ogni società ha modulistica e procedure diverse, non è detto che abbiano tutti lo stesso esito”.
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La polemica viene da lontano. Nel luglio dello scorso anno i tifosi della viola furono più che espliciti: “Non utilizzeremo la tessera del tifoso per godere di agevolazioni in banca”. Il possessore della "card" Orgoglio Viola, infatti, accede automaticamente al Circuito Bonus di Intesa San Paolo che offre numerosi vantaggi anche a chi non è correntista di Banca CR Firenze o altre filiali del gruppo. La tessera funge da carta prepagata permettendo al tifoso di effettuare prelievi e versamenti a costo zero e, chiaramente, di acquistare i biglietti delle partite. Non solo, la tessera apre le porte anche ad agevolazioni sui mutui estinguendo i 400 euro di spese istruttorie, cioè i costi richiesti dalla banca per valutare la domanda di mutuo. Tutto questo si scontra con la netta posizione delle tifoserie.





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