Stadio Fiorentina, Commisso: "Area Mercafir costa troppo. Burocrazia ostacolo all'approccio fast, fast fast"

Il patron della Fiorentina è intervenuto in conferenza stampa sulla questione stadio facendo il punto della situazione

Rocco Commisso

Tiene banco la questione stadio in casa Fiorentina. Nel pomeriggio il patron dei viola Rocco Commisso è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto della situazione dopo aver incontrato il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Inizialmente il magnate originario di Marina di Gioiosa Jonica ha parlato dei risultati sportivi della squadra: “Abbiamo cambiato allenatore, ringrazio Montella per il suo lavoro. A Iachini bisogna dare tempo. La squadra deve dimostrare di essere più decisa e determinata. Contro il Bologna abbiamo avuto sfortuna ricordo che contro l’Inter, invece, ci è andata bene. Ho già dato l’ok per gli investimenti: non voglio giocatori per sei mesi, ma a lungo termine. Vogliamo una squadra più forte".

Dopo un breve inciso sulle questioni di campo, Commisso si è dedicato quasi esclusivamente al tema stadio. “Relativamente allo stadio, io ho subito detto fast, fast, fast su Campo di Marte. Il Franchi è un’istituzione ma le curve non si possono abbattere. Abbiamo parlato col Comune, nutro grande rispetto per il sindaco ma niente è cambiato. L'area Mercafir? Non è la migliore soluzione alla luce dei 22 milioni, dell’Imu e della ristrutturazione della vecchia Mercafir: 22 milioni sono tanti! BIsogna vedere che intenzioni ha il Comune per quanto riguarda il bando. Il problema dell’Italia è la burocrazia, non c’è modo di fare le cose fast, fast, fast.

Commisso ha poi incentrato il suo discorso sugli scarsi ricavi della Fiorentina: “Abbiamo fatto stilare un’analisi condotta da Deloitte sui venti club che ricavano di più in Europa. La media è di 417 milioni di euro l’anno in tre componenti: commerciale, televisione, e ricavi dalle partite. Nella stagione 2017-18 la Fiorentina ha avuto ricavi per 84 milioni. Come si possono spendere soldi con introiti simili?”. Il tycoon italo-americano tuttavia continua ad aspirare a prospettive diverse per il suo club: “Voglio una Fiorentina di successo, che stia nella parte sinistra della classifica. Senza giocatori però è difficile raggiungere le posizioni più alte. Per stare in alto, inoltre, bisogna avere infrastrutture, uno stadio che porti ricavi, specie il giorno della partita”.

Il patron viola ha poi ribadito le sue richieste: “Speriamo di poter far il nuovo stadio qui a Firenze. Ribadisco le mie tre richieste: costi giusti, controllo totale dell’opera e che tutto si svolga in maniera fast, fast, fast. Voglio controllare quello che ho. Lo stadio, oggi, è una porcheria com’è mantenuto. Joe Barone quando venne mi chiamò e mi disse che non si poteva giocare in quello stadio”.

Riguardo la possibilità di ristrutturare il Franchi (soluzione per cui è stato contattato l'architettto Casamonti) o di acquistarlo il presidene si è mostrato poco fiducioso: “Non sono venuto qui per stare al Franchi altri 10-15 anni. Acquistare lo stadio? Ho bisogno di più opzioni. Ho detto le cose che non mi sono piaciute. Il bando Mercafir è pubblico, non so se parteciperemo. Dobbiamo avere più opzioni. Ci sono diversi modi per arrivare a una soluzione, anche se ritengo troppo alti i 22 milioni. Devo capire varie cose, come la situazione relativa all’Imu. Il bando è pubblico, io devo guardare da oggi altre opzioni perché non sono sicuro di vincerlo: Campi, Castello, Sesto Fiorentino, Caldine, Scandicci, Bagno a Ripoli, Coverciano, Gonzaga, Ugnano”. Per ciò che concerne invece la possibilità di ottenere in concessione l'Area Mercafir, il magnate ha aggiunto: "Potrebbe essere un'opzione ma non è ancora chiaro in che maniera. La concessione della Juventus è di 99 anni, quella del Bologna 40. L’Udinese spende solo 50mila dollari l’anno per 99 anni. Il Comune farà il bando, noi valuteremo le condizioni ma vaglieremo anche altre opzioni. Dovremo decidere se parteciperemo o no al bando. Suppongo di sì ma ancora non abbiamo la certezza".

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Per Commisso nella questione stadio è centrale il ruolo delle istituzioni e dei governanti: "Spero che la politica ci aiuti. Le lobby sportive neglio Stati Uniti sono forti, per il calcio italiano ne serve una di maggiore peso. Dobbiamo entrare nel ventunesimo secolo. Ho visto gli anni in cui sono stati realizzati gli stadi delle venti squadre di Serie A, è stata una cosa incredibile. In nessuna nazione è così".

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