Maturità 2019: bufale e leggende metropolitane a cui non credere

Ogni anno, in occasione dell'Esame di Stato, tra gli studenti si diffondono informazioni errate in merito alle procedure d'esame

Le tracce della prima prova della Maturità non sono disponibili online e le forze dell’ordine non sono presenti nelle scuole per vedere se gli studenti utilizzano gli smartphone durante le prove. Questi sono due esempi di bufale o leggende metropolitane che si diffondo tra gli studenti i giorni prima l’Esame di Stato.

Mancano meno di 24 ore all’inizio della Maturità 2019 e la polizia postale, assieme al portale Skuola.net, ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Maturità al sicuro”, con l’obiettivo di debellare il fenomeno delle fake news, bufale e leggende metropolitane ed evitare che gli studenti, oltre a perdere tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della “soffiata giusta”.

Il problema è più concreto di quanto si pensi. Infatti secondo una ricerca di Skuola.net 1 studente su 6 crede che su internet sia possibile trovare le tracce d'esame prima del tempo, mentre 1 su 5 si dice convinto di potere essere spiato dalla Polizia durante l'esame. L'unica certezza per i maturandi è che usare lo smartphone durante le prove comporta la bocciatura. 

Maturità 2019: tracce prima prova 

Ogni anno, in occasione dell'Esame di Stato, tra gli studenti si diffondono informazioni errate in merito alle procedure d'esame. Secondo alcuni diventa possibile conoscere le tracce in anticipo attraverso internet, per altri sorge la convinzione di essere controllato dalle Autorità durante lo svolgimento.

Se quest'ultima informazione, pur falsa, funge da deterrente contro l'utilizzo di strumenti tecnologici per alterare il risultato dell'esame, la ricerca di fantomatiche anticipazioni sui testi d'esame fa perdere tempo e denaro. Dall'annuale monitoraggio realizzato da Skuola.net, per la Polizia di Stato, su un campione di circa 3.000 studenti del quinto anno risulta che 1 su 6 crede di poter trovare su internet le tracce delle prove d'esame, mentre 1 su 5 è convinto che la Polizia controlli i telefonini degli studenti per scoprire chi sta copiando. L'opinione è naturalmente falsa, sottolinea la Polizia, perché il controllo della rete non avviene con queste modalità.

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