Psicologia: da Firenze lo studio che potrebbe cambiare la psicoterapia

Scoperto il punto del tracollo anevrotico

Nel numero di settembre la rivista di scienze cognitive neuroscienze.net ha diffuso una pubblicazione dal titolo "Identificazione del tracollo anevrotico nella psicoterapia PAT". Il PAT (Processo Anevrotico Terapeutico), è una metodica di cura psicologica; l'articolo è firmato dal dottor Loris Pinzani, noto psicoterapeuta e ricercatore fiorentino, che ha esposto in questo lavoro una grande quantità di dati, tra cui quegli relativi alla presenza di un indicatore di miglioramento delle condizioni del paziente nel corso della psicoterapia. La notizia è rimbalzata sui media e sui social, fino ad essere commentata nel TG RAI. Il concetto fondamentale riguarda l'individuazione di un certo tracciato nel grafico del soggetto; questo segnale ha una durata di pochi secondi e soprattutto, è concomitante con un miglioramento della condizione del paziente affetto da disagio mentale.

In sostanza dopo un periodo iniziale di psicoterapia, il sistema curativo espone in una notevole percentuale di casi il tracciato in questione, denominato TA (Tracollo Anevrotico); il quale preannuncia il miglioramento di alcuni giorni. Questi risultati, se confermati da ulteriori indagini, portano a considerazioni rilevanti, in grado di discutere parte delle convinzioni presenti al momento per quello che concerne le cure psicologiche.

I numeri

Lo studio sperimentale ha riguardato 54 soggetti sottoposti a cure psicologiche, con e senza farmaci; di essi l'ha riportato il risultato definito con il nome di TA, presentando un miglioramento del 254% rispetto al sintomo originario. La durata del TA nel paziente è uguale o minore 9 secondi, nei quali il valore di riferimento diminuisce di almeno il 27,6% (Fig. 1,2).
figura1.2-2

Lo studio di questa metodica consente l'accesso a settori di recente introduzione, dotati di rilevanza scientifica. Firenzetoday ha intervistato a Firenze il dott. Loris Pinzani.


D- In cosa consiste effettivamente l'indagine esposta nella pubblicazione su Neuroscienze.net?
R- Nei soggetti sottoposti alla Psicoterapia PAT abbiamo individuato una fase della durata di alcuni secondi in cui un valore elettrico registrato sul paziente ha una oscillazione molto intensa, di almeno il 27,6% in un tempo di pochi secondi. Nello studio abbiamo potuto constatare sperimentalmente che questa variazione è molto spesso concomitante con il miglioramento della condizione del soggetto. Si tratta di un'indagine che procede da molti anni, da cui si attendono ingenti risultati.

D- Qual'è il valore misurato?
R- Il valore testato in cui si realizza il TA si chiama GSR. Si tratta di una variabile che consiste sostanzialmente nella resistenza che la pelle oppone al passaggio di una debole corrente. Si tratta di una capacità nota da tempo che non abbiamo certo scoperto noi, mentre la cosa importante è che con la psicoterapia del Processo Anevrotico la fase detta di TA corrisponde ad una condizione che precede il miglioramento delle condizioni del paziente.

D- Come si potrebbe definire il Processo Anevrotico Terapeutico PAT?
R- Il PAT è un orientamento concettuale e di cura psicologica che si basa sull'ipotesi della presenza di una comunicazione che potremmo definire primordiale ed autonoma tra terapeuta e paziente. Essa si instaura in determinate condizioni che vengono a verificarsi
in relazione a precisi aspetti psichici. 

D- La variazione che è stata sperimentata è presente solo nella psicoterapia PAT o può  avvenire anche con altre metodiche?
R. Non sappiamo se sia presente esclusivamente nella psicoterapia PAT. In essa è stato individuato con certezza ed in modo statisticamente significativo. La mia opinione è che il TA sia presente con un significato analogo anche in altri tipi di psicoterapia: sono studi
ancora da realizzare. Questo cambierebbe sostanzialmente il corso della psicologia clinica.

D- Come si è arrivati ad individuare il TA?
R- In effetti è uno studio che procede in diversi ambiti da molto tempo. Sono state testate procedure legate all'elettroencefalografia ed altri sistemi di rilevamento, fino a quando si è  potuto notare che questa condotta relativamente semplice mostrava dei risultati rilevanti,
che si ripetevano tra gli individui.

D- Cos'è, spiegato in due parole, il segnale chiamato TA, Tracolla Anevrotico? 
R. Il Tracollo Anevrotico è una condizione emotiva generalmente non rilevata dal paziente in cui è verosimile immaginare che vi sia l'inizio di un profondo cambiamento individuale, che consente un miglioramento della condizione psichica. Questo appare in un tracciato
grafico durante le sedute ed è concomitante a profondi cambiamenti di personalità.

D- Cosa accade nell'individuo durante il Tracollo Anevrotico TA?
R- Durante il TA il soggetto ha un cedimento di cui non è quasi mai consapevole, una forma di condizione di insofferenza che lo interessa in una certa profondità del sé: si tratta dell'acquisizione di consapevolezza da una diversa condizione personale.

D- Dunque, pazienti non avvertono che qualcosa sta cambiando il loro?
R- Generalmente non sono consapevoli di quello che accade nella loro parte più intima e tutto avviene mentre loro restano totalmente inconsapevoli. Si tratta di uno stati d'animo e di emozioni che si sviluppano in una condizione soggettiva intensa e ancora non meglio definibile.

D- Cosa fa in modo che si determini il TA?
R- Rimane una domanda aperta. Probabilmente si tratta di un insieme di circostanze che portano il soggetto a sentirsi rassicurato, in grado di esporre una parte della propria fragilità con l'ipotesi di rendere più adatto il suo modo di interpretare la realtà. Ma tutto
avviene in modo non cosciente.

D- Quali sono le apparecchiature utilizzate nella psicoterapia in questione?
R. Le apparecchiature sono sostanzialmente piuttosto semplici e di costo moderato. La parte più complessa riguarda un software sviluppato da una ditta italiana e comunque già noto nei suoi tratti essenziali. Il software è applicabile a qualunque PC e consente di amplificare un segnale rilevato con dei sensori sull'individuo. Come abbiamo già detto non è questa la cosa rilevante perché sia la procedura di rilevamento che sistema di analisi matematica dei dati erano già noti. Quello che veramente appare significativo è il raggiungimento dei risultati ottenuti. In ogni caso la vera difficoltà è rappresentata dalla preparazione del terapeuta, piuttosto articolata e complessa.

D- Si tratta di una ricerca di in un argomento complesso che rappresenta una delle possibili cure del malessere mentale. Quali possibilità ci sono che ci sia una svolta nella psicoterapia?
R. Una svolta in psicoterapia è attesa di anno in anno e come ho detto in altri interventi, suppongo che questo possa avvenire nell'ambito dello studio dei diversi piani della coscienza e delle relazioni tra gli individui durante la psicoterapia. Credo che la strada sia ancora da compiere e che questo sia un tema certamente da approfondire in ambito clinico.

D- Lei si aspettava la diffusione che sta avendo questo studio?
R. I tempi sono maturi per una consapevolezza sia scientifica che divulgativa di aspetti che vanno al di là delle sperimentazioni consuete quindi non posso che rispondere di sì, mi aspettavo una diffusione adeguata.

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