Salute, l'allarme: "Picco di decessi e malati di amianto in Toscana"

Lunga l'osservazione di Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Foto archivio

“Stiamo assistendo ad un picco di decessi e di malati di amianto in Toscana.  Fino al 2018 i casi di mesotelioma censiti dall'ONA sono 1900 (ne risultano 1594 fino al 2015 nel VI Rapporto mesoteliomi), cui debbono essere aggiunti i circa 3.500 decessi per tumore del polmone, e i circa 1.100 decessi per asbestosi e altre malattie, per un totale di circa 6.500 decessi fino a tutto il 2018: è questa l’emergenza amianto in Toscana. Abbiamo già segnalato più volte la necessità urgente di potenziamento dell’Unità Operativa di medicina del lavoro dell’Università di Siena” – è l’allarme lanciato dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Proprio in un recente incontro richiesto da ONA, avvenuto l’11 marzo scorso, con il presidente della III Commissione del Consiglio Regionale Toscano, Stefano Scaramelli, per discutere della situazione attuale della medicina del lavoro di Siena, il rappresentante dell’associazione, Claudio Ulivelli, ha sottolineato che, da circa 40 anni, tale struttura si occupa delle diagnosi e del riconoscimento delle malattie professionali, come centro di riferimento regionale.

L’Ona ha espresso la forte preoccupazione che, nonostante l’emergenza amianto in Toscana, e l’aumento di casi di patologie asbesto correlate, e quindi dei decessi e delle gravi infermità, che ne sono derivate, c’è stato un progressivo depauperamento della struttura, oggi composta solo dal Direttore, un Dirigente medico e un Tecnico. In queste condizioni il futuro dell’attività di diagnostica delle malattie professionali, proprie della struttura, appare troppo incerto.

L’ONA ha preannunciato iniziative a tutti i livelli, anche in relazione alle recenti decisioni di riorganizzazione, e, sul punto, ha apprezzato la disponibilità del Presidente della III Commissione a farsi carico di approfondire la questione prima che lo Statuto AOUS sia definitivamente approvato dalla Giunta Regionale Toscana, lasciando ancora una volta i problemi irrisolti.

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