"Ribaltone" Zingaretti: chi sale e chi scende nel Pd toscano

Monni rampante, Saccardi in picchiata. Rossi tentato dalle Europee, Gelli pronto a correre da governatore

Da sinistra: Saccardi, Gelli, Giani, Rossi

In politica può cambiare tutto in pochi giorni. Le primarie del Pd e la schiacciante vittoria di Nicola Zingaretti, neo segretario che ha dominato anche in Toscana e che ha tutta l'aria di voler spostare l'asse a sinistra, sono state un vero e proprio ribaltone. Soprattutto nella "patria" di Renzi, dove i governi locali, a partire dalla Regione, sono infarciti di esponenti che fanno riferimento alla sua area.

Quelli che fino a qualche mese fa sembravano intoccabili, così, diventano improvvisamente in bilico. E quelli che parevano moribondi oggi sembrano miraclosamente riprendere il vivo. A partire dalla poltrona locale più importante, quella di governatore. Proprio intorno al destino di Enrico Rossi ruota molto della politica toscana.

Il Presidente aveva lasciato il Partito democratico dopo la sonora sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e adesso, dice, "non ho intenzione di rientrarci". Però alla vigilia aveva fatto il suo endorsement proprio per Zingaretti. E, ora che lo schieramento di centrosinistra è più vicino ad un ricompattamento, continuano le voci su una sua imminente candidatura alle elezioni europee del 26 maggio.

C'è chi dice, invece, che il governatore completi il suo mandato pronto poi dal 2020 ad assumere un ruolo di peso all'interno del nuovo Pd di Zingaretti. Ma nell'imminente l'ipotesi più sconvolgente sarebbe quella che lo vedrebbe lasciare la Toscana per Strasburgo. Uno scenario di cui abbiamo già dato conto nelle scorse settimane (LEGGI QUI), e che potrebbe portare la Regione ad elezioni anticipate nel prossimo autunno.

Tempi che, stando ai sondaggi e alle ultime competizioni toscane, favorirebbero però il "golpe" del centrodestra che per la prima volta partirebbe da favorito per conquistare la poltrona di Palazzo Strozzi Sacrati.

Il risultato delle primarie avrebbe portato in pole position nella corsa a governatore per il centrosinistra Federico Gelli, ex testa d'ariete renziano ma "convertitosi" rapidamente a capolista a Firenze per la lista di Zingaretti. Anche se c'è da capire cosa farà Eugenio Giani, che non ha certo intenzione di mollare e chiederà le primarie per decidere il candidato. 

In qualsiasi scenario quotazioni in picchiata per la fedelissima renziana Stefania Saccardi, arrivata in carrozza nel palazzo della Regione dopo le affermazioni nazionali di Renzi. Aumentano, invece, le quotazioni della vicecapogruppo in Consiglio regionale del Partito democratico Monia Monni. Renziana della prima ora era da tempo critica nei confronti della gestione del partito locale. Fa riferimento insieme ad altri alla neo area vicina all'ex premier Paolo Gentiloni che alle primarie dello scorso fine settimana si era schierata (proprio insieme a Gelli) con Zingaretti.

Nell'era del post-ideologico, insomma, sono saltati tutti i riferimenti. E gli spostamenti elettorali sono ancora più rapidi e consistenti. Quelli dei dirigenti invece, nella corsa al "carro del vincitore", ci sono sempre stati. Figurarsi adesso, dopo la caduta del Re Matteo.

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