La Ministra di Renzi vuol regolarizzare gli immigrati e fa tremare il governo

Teresa Bellanova pensa alle dimissioni. Tensione nella maggioranza, Italia Viva "addolcita" da riaperture anticipate

credits foto Askanews

Se non sono le riaperture dopo il lockdown (o i metodi "anticostituzionali" di Conte), se non è la giustizia con il Ministro Bonafede (nel mirino per la scarcerazione dei boss mafiosi), è l'agricoltura con il tema scottante della regolarizzazione degli immigrati. Non passa giorno che Renzi e i suoi perdano occasione per agitare le acque del governo.

Una vera e propria spina nel fianco del premier Conte, che neanche la pandemia ha fermato. L'ultimo "pungolo" è la richiesta della Ministra di Italia Viva Teresa Bellanova, che propone la regolarizzazione di circa 600 mila immigrati che lavorano nei campi: "Noi abbiamo persone che da anni vivono in Italia e lavorano nei nostri campi, una parte in illegalità totale perché non hanno un permesso di lavoro che possa permettere di regolarizzarli. L'alternativa alla regolarizzazione è mantenerli nelle mani della criminalità", ha detto intervenendo a Sky Tg24.

Una polemica che infiamma da alcune settimane. Con Renzi, vero regista dell'operazione della nascita del "Conte-bis", che già prima dell'emergenza coronavirus sembrava ad un passo dal far crollare il governo dalla maggioranza giallo-rossa.

Il Movimento 5 Stelle ha già ribadito il suo "no" alla proposta di Bellanova. Il Pd è più possibilista, ma comunque cauto su un tema delicatissimo: "Così regaliamo voti alla destra", sussurrano il molti. 

Dal canto suo la Ministra ha già fatto sapere che nel caso in cui la sua proposta non venisse accolta penserebbe alle dimissioni. Il che, con ogni probabilità, porterebbe in tempi rapidi ad una crisi di governo. "Non sono al governo per scaldare la sedia", ha detto a più riprese la responsabile del dicastero con un passato da sindacalista.

Un braccio di ferro che non si ferma. Ieri "fumata nera" nella riunione di maggioranza che si è tenuta in videoconferenza. Alla riunione che si è tenuta tra Teresa Bellanova, Luciana Lamorgese, Giuseppe Provenzano e Nunzia Catalfo lo stallo sarebbe stato soprattutto sulla durata del permesso di soggiorno da concedere ai lavoratori stranieri che vengono regolarizzati. La richiesta di Iv, Pd e Leu era di sei mesi, ma la ministra Nunzia Catalfo avrebbe replicato con un solo mese di permesso di soggiorno. Troppo poco per gli alleati. La ministra Luciana Lamorgese avrebbe tentato un compromesso ipotizzando permessi di soggiorno di tre mesi, ma la questione appunto è rimasta in sospeso.

Sarà necessario l'intervento del premier Conte per sbrogliare la matassa: ha convocato per le 15 i rappresentanti del partito di Matteo Renzi. Alle 15, a Palazzo Chigi, arriveranno i capigruppo alla Camera e al Senato Maria Elena Boschi e Davide Faraone e il presidente Ettore Rosato per cercare di riprendere i fili del dialogo dopo l'ultimatum di Renzi nell'aula del Senato, i contrasti degli ultimi giorni e la "minaccia" di dimissioni di Bellanova.

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"Le dimissioni si danno, quando si minacciano si vuole solo alzare la posta", dicono le voci dal Palazzo. E così nelle ultime ore la distensione sembra possibile, se non sul tema immigrati su quello delle riaperture. "Il Governo annuncia di anticipare le riaperture. Lo chiediamo da tempo, bene così", ha twittato Renzi. La Fase 2 potrebbe avere un'accelerazione, come chiesto da giorni dall'ex sindaco di Firenze.

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