Dopo il Senato anche la Camera dei deputati ha approvato, senza modifiche, il decreto sulla revisione della spesa che così diventa legge. La spending review ha ricevuto 371 sì, 86 no e 22 astensioni. La “cura dimagrante” permetterà di evitare, per il momento, l’aumento dell’Iva, di dare maggiori garanzia agli esodati e sostenere ancor di più i terremotati dell’Emilia.
Il provvedimento del governo non è fatto però solo di tagli ci sono anche degli aggravi fiscali, come l’Irpef per le otto Regioni in disavanzo sanitario (la Toscana è esclusa) e gli universitari fuori corso.
Il riordino delle province rimane immutato, nessun accorpamento, rimarranno in piedi solo quelle con almeno 350mila abitanti e di estensione superiore a 2500 chilometri quadrati. In pratica verrebbero azzerate le dieci toscane, eccetto quella di Firenze che è una delle dieci città metropolitane che subentreranno. L’idea del Presidente della Regione Enrico Rossi di creare tre enti di aree vasta, appoggiata anche dalla giunta Barducci,per ora non è stata ascoltata.
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Le Regioni subiranno una sforbiciata da 700 milioni di euro nel 2012, e un miliardo nei due successivi. Proprio sull’alleggerimento dei costi slitta di due anni l’obbligo del taglio del 15% degli immobili affitati in uso alle pubbliche amministrazioni. E proprio su questo punto la Toscana ha già presentato il suo piano di “snellimento”.
La Regione si libera praticamente di tutti gli affitti, con un risparmio stimato di oltre tre milioni l’anno. Oggi per diciassette immobili in affitto spende ogni anno 3 milioni e 870 mila euro. L’anno prossimo se ne prevedono 2 milioni ed 844 mila, 1 milione e 186 mila nel 2014 ed appena 268 mila nel 2015. “Alla fine saranno tre milioni e 600 mila euro risparmiati, pur con 200 mila euro da mettere in conto per le spese di trasloco – annota l’assessore al bilancio della Toscana, Riccardo Nencini – . Ma non c’è solo una riduzione della spesa, che riguarderà anche i costi di gestione e non solo gli affitti. Meno sedi vuol dire anche provare ad accorpare alcuni servizi, con una conseguente maggiore efficienza a vantaggio di cittadini e imprese”.
TRASLOCO - La giunta ha dato il via libera ieri al piano di riorganizzazione di sedi ed uffici, parte della spending review regionale. Si parte nei primi mesi del 2013 ed entro la fine dell’anno 250 dipendenti che ora lavorano negli uffici di via Bardazzi e via Toscana saranno ridistribuiti tra i palazzi A e B di Novoli, villa Fabbricotti, via Pietrapiana e via Farini. Nel 2014 toccherà ad altri 250 di via Alderotti, la sede della direzione della sanità e delle politiche sociali, che si trasferiranno a villa Basilewski appena sarà terminato il restauro dell’edificio. Complessivamente si tratta di un quarto dei dipendenti della giunta regionale che lavorano a Firenze. Gli affitti per via Valdipesa e via Bardazzi costano 1,3 milioni l’anno. Per via Alderotti la Regione ne spende 906 mila. I lavori a villa Basilewski dureranno tra 18 e 20 mesi. Ma nella partita della riorganizzazione degli ufffici regionali ci sono anche archivi e magazzini, che saranno razionalizzati – anche quelli del Genio Civile fuori Firenze – , la possibile costruzione a Firenze di un terzo palazzo a Novoli o la ristrutturazione del vecchio Meyer, da cui si potrebbero ricavare altri 300 o 225 postazioni ma che avranno comunque tempi più lunghi, da tra a cinque anni la stima, e poi le biblioteche di giunta e consiglio regionale che in futuro si fonderanno e qualche stanza in meno per la sede in affitto a Roma, che accanto a quella della Protezione civile in via Val di Pesa a Firenze sono le uniche due sedi che la Regione ritiene al momento impossibile dismettere.
MAGAZZINI - “La riorganizzazione non riguarderà solo una diversa distribuzione del personale – sottolinea Nencini – Spazi consistenti oggi sono occupati da archivi: archivi di carta per lo più, storici o correnti. Li riorganizzeremo. Li accorperemo. E se di qualcuno, grazie alle tecnologie informatiche, potremo fare a meno, li dismetteremo”. I primi a cui sarà messo mano sono i magazzini in affitto in via Valdipesa e via Tagliaferri, per cui la Regione paga 210 mila euro di affitto ogni anno. Fatta una cernita, sarà tutto trasferito negli archivi di proprietà all’Osmannoro, nella struttura informatica del Tix a Quaracchi e all’Ospedaletto a Pisa, edificio di proprietà della Regione, ora in fase di ristrutturazione, che a metà del 2013 sarà di nuovo disponibile e dove troveranno posto anche parte degli archivi del Genio civile. La biblioteca del Consiglio e della giunta si fonderanno e si trasferiranno invece il prossimo anno a Palazzo Cerretani, risparmiando 329 mila euro spesi oggi per l’affitto in via Ricasoli. Fuori Firenze la minore spesa riguarderà 338 mila euro l’anno per l’archivio del Genio Civile di Pisa, 138 mila per quello di Lucca, 69 mila per quello di Arezzo, 20 mila per alcuni uffici dell’Arsia a Grosseto, 49 mila euro infine che potrebbero essere risparmiati riducendo gli spazi a disposizione nella sede di Roma.
COSTRUZIONI - C’è poi la terza fase: quella che riguarda a Firenze la possibile costruzione di un nuovo palazzo a Novoli o la ristrutturazione dell’ex Meyer, di cui dovrebbe però essere acquisita la piena proprietà. Si stima che la costruzione di un nuovo immobile possa costare, ad oggi, 12 milioni, con tempi di realizzazione tra 3 e 4 anni. Altri 10,7 milioni sarebbe la spesa necessaria per ristrutturare il Meyer, dove già oggi lavorano 35 dipendenti dell’Artea e 35 dipendenti regionali. Altri 85 si trovano negli ex ambulatori del Meyer in via Pico della Mirandola.
Giovedì il Consiglio regionale si riunirà proprio per discutere le “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi per i cittadini”. Sempre giovedì, alle 15, è convocata la seduta congiunta dell’assemblea regionale con il Consiglio delle autonomie locali (Cal). All’ordine del giorno gli adempimenti ai sensi della legge regionale che detta “Norme sul sistema delle autonomie locali”.





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