Sanità, nuova bufera: Rossi rompe e rimuove Monica Calamai

Scontro ai vertici: "Troppe voci di malcontento". Opposizioni all'attacco del Presidente: "Comportamento dittatoriale"

Da tempo si diceva che volesse lasciare la Toscana. Così il presidente Enrico Rossi ha silurato Monica Calamai, capo della direzione generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. Calamai era stata a lungo Direttore generale di Careggi e nominata nel nuovo ruolo poco più di un anno fa. Una decisione che lasciò molte polemiche per il fatto che fosse comunicata prima della scadenza del bando.

Al suo posto arriva Carlo Tomassini, ex dg dell'azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. Il rincorrersi da tempo di notizie, ha spiegato Rossi, "ha determinato una situazione di incertezza e ha minato l'autorevolezza e l'affidabilità degli atti e delle strategie". Rossi si è detto dispiaciuto per l'epilogo del contratto.

All'attacco le opposizioni, con il portavoce in Consiglio regionale Jacopo Alberti (Lega) che parla di "comportamento dittatoriale" da pare di Rossi: ''Io stesso avevo chiesto l'allontanamento della dirigente, quando è scoppiato lo scandalo di Cattedropoli a Careggi - sottolinea Alberti - e ricordo bene la risposta stizzita dell'assessore. E' l'ennesimo disastro per la sanità toscana".

Di "ennesimo tentativo di Rossi di recuperare l'inesorabile caduta della sanità toscana" parla il capogruppo di Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi, mentre per Forza Italia Rossi "quando annaspa esce di senno e si rende protagonista di gesti di puro discontrollo che più hanno a che fare con la sua indole che col buon senso amministrativo", come affermano il coordinatore regionale Stefano Mugnai e il capogruppo in Consiglio regionale Maurizio Marchetti.

Critiche anche dal Movimento 5 Stelle: per il consilgiere regionale Andrea Quartini "la metodologia adottata non è nuova" e ricorda "altri dirigenti rimossi perché in contrasto con il programma politico della Giunta, come Zita e Sargentini" e "questo la dice lunga sul metodo aggressivo adottato, talvolta, da Rossi". 

Circa un mese fa la commissione sanità del Consiglo regionale aveva bocciato la proposta di legge della Giunta sull'aumento degli stipendi per i dirigenti delle aziende sanitarie che vanno a lavorare in assessorato. Una scelta che rivendica il Presidente Stefano Scaramelli (Pd): "Lasciamo polemiche o meriti da parte, rimbocchiamoci le maniche. Adesso è il tempo di cogliere l'occasione per rafforzare l'assessorato non con una donna o con un uomo solo al comando, ma con un gruppo di professionisti che del dialogo e della conoscenza dei territori e delle aziende sanitarie facciano la ragione del loro agire a supporto del lavoro del nostro assessore Saccardi". 

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