Riforme, il partigiano beffa il premier Renzi: "Al referendum voto no"

Il presidente onorario dell'Anpi, iscritto al Pd, era in platea al Teatro Niccolini quando il premier ha lanciato la campagna del sì

Silvano Sarti (foto da Radio Cora)

Lunedi' era stata la vera sorpresa per la partenza della campagna per il si' al referendum costituzionale con il premier, Matteo Renzi: la presenza in platea, al teatro Niccolini, di niente meno che il presidente onorario dell'Anpi di Firenze, Silvano Sarti. Partecipazione immediatamente chiosata dal capo del governo e dal pubblico di ministri, amministratori ed esponenti dem con un applauso scrosciante, convinti entrambi di averlo arruolato nel fronte del "si'" nel referendum confermativo, di ottobre. Di piu'. C'era chi giurava di avergli sentito dire "non possiamo votare come i fascisti", una chiara allusione alle molte e variegate opposizioni di destra al ddl Boschi.

Ieri sera, pero', e' arrivata la netta rettifica dal diretto interessato. Dai microfoni di Radio Cora, Sarti ha accusato di strumentalizzazione chi l'ha associato fra gli entusiasti della riforma e ha rimarcato la netta bocciatura dell'associazione alla modifica di 47 articoli del dettato costituzionale. "Se sono iscritto a un partito su qualcosa devo essere d'accordo, senno' che cosa ci sono iscritto a fare, ma non su ogni cosa- ha spiegato-. Per esempio, quando questo partito va al governo e gli viene in mente una proposta da fare in sostituzione dell'attuale Costituzione io non sono d'accordo, io e tutta l'Anpi ci siamo messi immediatamente e con forza all'opposizione di questo tentativo, perche' siamo nati per essere la coscienza critica della nostra democrazia".

E la presenza al Niccolini, allora? "Non ci sono andato come Anpi, ma come Silvano Sarti iscritto al Pd. Quindi- ha evidenziato, incalzato dalle domande del conduttore-, quando si e' voluto far passare da parte di qualcuno che Sarti doveva averci ripensato, vi dico che condanno questo qualcuno apertamente, e ringrazio le compagne e i compagni che me lo hanno fatto osservare".   

Quanto al contenuto della modifica della Costituzione, poi, ha aggiunto: "Come Anpi abbiamo votato a maggioranza di respingere la proposta di questa riforma, che e' pericolosissima". È la premessa di una battaglia politica in piena regola contro il testo voluto dal governo Renzi: "Per dare maggior forza alla nostra posizione- ha annunciato- scenderemo nelle zone rionali di Firenze, cosi' come in tutta la provincia e in tutta la Toscana per dire 'no' e respingere un tentativo di riforma" che ha elementi "di pericolosita' in alcuni passaggi del dettato". La ragione principale dell'opposizione di Sarti e' che la nuova Costituzione darebbe "troppo potere a uno solo. La politica forte che vince, che risolve le cose ed e' forte, invece- ha proseguito-, e' quella del 'noi' non quella dell''io'". 

La convinzione di Sarti e' che come "cittadini democratici e antifascisti siamo la stragrande maggioranza del Paese e lo dimostreremo al voto contro questo tentativo di riforma". Analogamente a quanto accaduto nel 2006, quando la maggioranza dei partecipanti al referendum confermativo si oppose alla revisione voluta dal centrodestra, col contributo decisivo- ha rimarcato proprio Sarti- dei diciottenni. Quanto a Renzi, l'imputazione principale e' di non aver rispettato le regole per rivedere il testo costituzionale: "Se tu fai una cosa diversa dalle regole che devi rispettare, tu con tutta la buona volonta' e l'impegno che credi di metterci non riformi un bel niente, tu stravolgi quello che tocchi". (Agenzia Dire)
 

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