Un déjà vu a distanza di oltre sette mesi, con quasi gli stessi protagonisti sul campo della politica nazionale. Dopo però l’intervallo, ancora non terminato, del Governo guidato dal Presidente Mario Monti. Sebbene rispetto a novembre siano diverse le disposizioni in campo: Pd e Pdl a sorreggere i traghettatori tecnici fino alle prossime elezioni.
Intanto cosa si muove dentro questi partiti? Se nel centrodestra ormai sembra sempre più certo il ritorno del Cavaliere, nel centrosinistra a tallonare l’attuale guida del Pd rimane il sindaco Renzi. Un po’ come già accadeva alla fine dell'ottobre 2011 alla stazione Leopolda durante il Big Bang. La convention dei cento punti, delle proposte e del wikipd. Tutto questo prima che le impennate dello “spread” surriscaldassero i mercati finanziari da un lato e di rimando la politica. Una febbre da interessi sul debito pubblico che ha infranto la scena politica portando i tecnici alla guida del Paese.
Adesso mentre comincia a riaffiorare la possibilità di elezioni anticipate, ognuno si muove come meglio crede. Il sindaco Renzi, come in una partita a scacchi, oggi ha mosso due volte. Rilasciando un’intervista a La Stampa e inviando una lettera a la Repubblica. Tema? Politica nazionale. E quali siano a dir suo le differenze che lo dividono dall’attuale segretario Bersani in vista delle primarie PD.
STAMPA - Al quotidiano torinese Renzi, parlando degli alleati alla coalizione del centrosinistra, spiega come Di Pietro per lui dovrebbe uscire definitivamente di scena. Il leader dell’Idv andrebbe "rottamato come tutti gli altri". E poi cristallino su Vendola che potrebbe stare nell'alleanza se "è quello del buon governo Zedda-Pisapia" non "quello ideologico che fece cadere Prodi". Poi l’ex Margherita chiarisce anche lo scenario in caso di sconfitta nella sua corsa alla leadership: “A me non interessa avere una fetta di Pd" e "se non vinco resto a Firenze, non farò quello che si accontenta di un posto al sole. Ed ogni riferimento ad altri è voluto". In pratica non mi accontento di altri ruoli se non di quello di Presidente del Consiglio. INTEGRALE
REPUBBLICA - L’altra sterzata il primo cittadino la dà nella lunga epistola pubblicata da Repubblica. Dove spiega, anzi ribadisce, cosa farebbe di diverso rispetto a quanto fatto, a suo dire, dai predecessori. Basta antiberlusconismo. “Mentre il berlusconismo falliva alla prova del governo – si legge nella lettera firmata da Renzi - l'antiberlusconismo falliva nel modello di opposizione”. E ancora: “Non riesco a star bene nei salotti in cui molti di voi stanno, nel confortevole rifugio di intellettuali di professione, nella riserva degli antiberlusconiani per vocazione”. Il sindaco poi chiude la missiva “Parleremo di una generazione che non starà ad aspettare che sia troppo tardi”. Torna in voga la rottamazione? Secondo déjà vu o non era mai scomparsa?INTEGRALE
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