Primarie Pd, Renzi all'attacco: "Mi candido ma non abbandonerò Firenze"

Dopo le polemiche e la richiesta di dimissioni Renzi assicura: "Faremo in 3 mesi part time più cose di quanto molti parlamentari hanno fatto in tre legislature a Roma"

Matteo Renzi

Sindaco di Firenze ed in corsa per leadership del Pd e magari del Paese. Si può fare? Secondo Matteo Renzi sì. Cento giorni (un numero che ritorna sempre) di fuoco: la campagna elettorale ed il governo della città. In mezzo, oltre 100 province a cui far visita, aperitivi, strette di mano, comizi, interviste, incontri, compreso una scappata alla convention dei democratici negli Stati Uniti. Tra un tappa e l’altra, in ogni spazio disponibile, Firenze. Ce la farà? Renzi è certissimo di potercela fare, anche perché questo fa parte della campagna elettorale. L’uomo nuovo, giovane, indefesso, completamente votato alla cosa pubblica. Ed in questi tempi in cui il vento dell’antipolitica fischia come un flauto stonato, dare l’immagine dell’uomo ‘anima e corpo’ può essere una carta vincente. Una strategia che potrebbe premiare nel tessuto sociale italiano.

FIRENZE – Altra storia è quello che succede nelle mura amiche, Firenze per l’appunto. “I fiorentini – ha dichiarato Renzi – sono orgogliosi che il sindaco di Firenze abbia l’occasione di svolgere un ruolo di leadership nazionale”. Forse si, almeno una parte. Forse no. L’impressione vera è che la città si sia spaccata. Opportunità per la patria di Dante; tradimento dell’elettorato e quindi del mandato. Aut-Aut. Una crepa in cui si sono buttati a capofitto non solo le opposizioni ma anche una parte del Pd fiorentino. In fondo potremmo essere di fronte alla resa dei conti nella nomenclatura cittadina, proprio qui dove tutto è partito. Per questo, oggi, al primo incontro pubblico dopo l’annuncio della candidatura, il primo cittadino ha voluto subito sgomberare il campo da ogni perplessità. Sa bene che Firenze potrebbe costringerlo a scoprire il fianco. Il vero banco di prova dell’esperienza politica del Matteo nazionale è proprio il capoluogo toscano.
E così oggi è andato all’attacco: “Faremo in 3 mesi part time più cose di quanto molti parlamentari hanno fatto in tre legislature a Roma”, ha affermato deciso. “I fiorentini sono persone serie: sanno perfettamente che noi stiamo lavorando per questa città, con i nostri limiti e punti di debolezza ma mettendoci il cuore. Firenze è parte del Paese, in un mondo normale il sindaco di Firenze ha un ruolo di leadership nazionale. E’ chiaro che deve essere collegato a una attenzione profonda ai problemi della città e mi pare che l’attenzione profonda ai problemi della città non sia mai mancata”.

BERSANI – ‘Chiuso’ le polemiche nostrane, Renzi si è concentrato sulla vera sfida che lo attende, le primarie. Partendo da un plauso al proprio segretario: “Ho apprezzato lo stile con cui Bersani ha commentato la mia possibile candidatura”. Finito il ‘galateo istituzionale’, dentro a capofitto nella campagna elettorale. A cominciare da un incontro, o meglio dal mancato incontro, l’ennesimo, tra i due sfidanti. Bersani salirà sul palco delle Festa Democratica alle Cascine il prossimo 15 settembre. Quel giorno Renzi non sarà in città. “Sono a fare campagna elettorale fuori Firenze” e poi “non si fanno le contromanifestazioni. Bersani è ovviamente il benvenuto in questa città”. Renzi ha spiegato “la mattina del 15 sarò impegnato in Palazzo Vecchio. Poi, nel pomeriggio, avrò un impegno per me fondamentale: avevo fatto una scommessa l’anno scorso con un ragazzo di Brozzi”. A quanto pare un ragazzo con un problema di peso che si è messo alle spalle. Dal compleanno del padre ad una scommessa persa. Una storia che si ripete?

PRIMARIE  – Renzi poi ha illustrato quella che dovrebbe essere la filosofia delle primarie: “Non ci sono avversari politici all’interno del Pd, ci sono compagni di strada. Alle primarie ci si confronta, chi è più bravo vince, chi perde da’ una mano a chi è stato più bravo. Se noi perdiamo daremo una mano a chi vince, se noi vinciamo cercheremo di fare il cambiamento vero di cui questo Paese ha bisogno”. E sulla campagna elettorale? “Per quanto ci riguarda – ha detto oggi – inizierà il 13 settembre, ci saranno tante proposte, molto chiare, concrete, comprensibili dalla gente. Noi vogliamo portare a votare i cittadini, e portare le persone che non credono più nella politica a dare fiducia a una nuova generazione di politici”.

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CAMPER – Ed oggi è stato svelato anche qualche anticipazione sul famoso camper, anzi due, che saranno parte integrante del tour di Renzi. A cominciare dal nome. La casa su 4 ruote si chiamerà Therry. Lungo 7 metri e 28 centimetri, largo 2 metri e 33, alto 3. Niente cucina, al suo posto una saletta riunioni da otto posti. Dell’originale resterà la mansarda sopra la cabina guida: è qui che Renzi potrà dormire nei momenti di sosta. Il resto sarà completamente rivoluzionato e personalizzato, dentro e fuori. Garantite connessione web, tv e radio, comprese due postazioni fisse per i computer.
 

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