La Partita del Cuore e dei veleni, Strada: "Follia non far giocare Renzi"

Ma Cristina Scaletti, in una lettera aperta inviata a Strada attacca: è "l'ennesimo 'spottone' elettorale per il Presidente del Consiglio. Vi chiedo di applicare la par condicio e di salvare Emergency dal grande gioco del potere"

Matteo Renzi

La Partita del Cuore….e un pizzico di veleno. Di sicuro tanto rumore. Perché? Per questo virgolettato: “Baggio, Antognoni e Battistuta. Ma indovinate un po’ chi fa il numero 8? Loro mi passano la palla, e io, tic, la butto dentro”. Il “tic” lo dovrebbe fare Matteo Renzi che per quel che riguarda partita benefica organizzata da Emergency all’Artemio Franchi – il prossimo 19 maggio – ha già fatto la formazione. Apriti cielo. Poco dopo il M5S e la vigilanza Rai hanno attaccato: si tratta di un politico in piena campagna elettorale. Sei giorni dopo, infatti, 25 maggio, si vota per le europee e le amministrative, quindi siamo in pieno regime di par condicio. Quindi ieri si è profilato uno scenario che ha acceso la discussione: con Renzi in campo – che ancora non ha confermato la presenza –, o con il vicesindaco Nardella, anche lui impegnato nella corsa elettorale, niente diretta Rai.

LA RABBIA DI STRADA – Da qui le polemiche sull’evento di beneficenza. Le polemiche perché Gino Strada, fondatore di Emergency, sull’Huffington Post, dal Sudan non le manda a dire ai grillini: “È una follia dire che Renzi non possa giocare la Partita del Cuore, d’altronde ha già partecipato gli anni scorsi. Comunque è una questione tra la commissione di Vigilanza Rai e la presidenza del Consiglio. Emergency non c’entra. Se le istituzioni, e non parlo solo della persona di Renzi, mostrano qualsiasi tipo di interesse per un’iniziativa di solidarietà, a me la cosa non disturba affatto e non sconvolge la testa. È un gesto che apprezzo. Delle questioni politiche mi disinteresso totalmente. E poi non ho mai sentito che si giochi una partita e una persona di un determinato colore politico o di una determinata razza non possa partecipare: mi sembra una follia. Allo stadio non si chiedono le tessere del partito”.

Nel breve la faccenda si ingrossa, e cominciano a parlare un po’ tutti. Baggio, all’Ansa: “Ognuno di noi sa cosa può fare per aiutare chi ha più bisogno”. Poi Antonioni: “Non vedo il motivo per cui la politica debba entrare in questo evento. La 'Partita del cuore' ha fini esclusivamente benefici, a favore di Emergency, l'associazione di Gino Strada. Si tratta di una partita che si svolge ogni anno ed è solo un caso che stavolta si tenga in una settimana elettorale. Tutto il resto deve passare in secondo piano”.

A stretto giro il dibattito è arricchito da una lettera aperta che Cristina Scaletti, candidata sindaco di Firenze, invia a Gino Strada, in cui chiede l’applicazione della par condicio:

“Leggo ora che si cerca di trasformare questa manifestazione benefica in un ennesimo “spottone” elettorale per il Presidente del Consiglio in carica, nonché Segretario del Pd, Matteo Renzi che vorrebbe addirittura scendere in campo con la vostra maglietta sulle spalle. Il tutto in diretta Rai, sei giorni prima del voto delle Elezioni europee. In altri tempi e con altri propagandisti, ci sarebbe stata una sollevazione nazionale di fronte ad una eventualità del genere. Oggi, invece, in questo Paese sfiancato dalla più drammatica crisi economica e morale degli ultimi settant’anni, tutto pare scorrere come normale nelle nostre assopite coscienze. Io non vi chiedo, per quanto nelle vostre possibilità, di applicare la Par Condicio. Il risultato paradossale potrebbe infatti essere quello di veder scendere in campo, a fianco del Premier, anche Alfano e Schifani, Salvini e Maroni, La Russa e Crosetto, Beppe Grillo e Casaleggio, Boldrin e Tsipras (in quota stranieri) più Toti e un qualche figlio di Berlusconi con delega speciale del padre impegnato all'Ospizio di Cesano Boscone. A quel punto, riconosco, sarebbe complicato chiamarla partita del Cuore... Vi chiedo soltanto un pronunciamento, una presa di distanza da un’operazione propagandistica e caricaturale che né ai tempi dell'Istituto Luce né ai tempi della Pravda si sarebbe potuta immaginare. Salvate, come sempre avete fatto, Emergency dal “grande gioco del potere”. Con immutato affetto, Cristina Scaletti

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