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Renzi e le primarie: e se all'improvviso sbucasse Pep Guardiola?

E' stato il Foglio a lanciare l'indiscrezione. Secondo il quotidiano Renzi e Pep si sarebbero sentiti via sms e il sindaco avrebbe strappato "un mezzo sì" dal mister

Guardiola

E se all’improvviso Pep Guardiola si presentasse a fianco di Matteo Renzi durante la corsa per accaparrarsi il centro-sinistra? Ve lo immaginate? Guardiola scendere in campo (e mai gioco di parole fu più azzeccato, altro che il primo Berlusconi del ’94) a fianco del ‘rottamatore’ più celebre del Paese.  Per il Matteo in versione nazionale sarebbe un colpo ad effetto strepitoso. Anche perché la partenza non è stata delle migliori. O meglio lo slogan della campagna elettorale, quell’ADESSO! (con punto esclamativo), è stato azzoppato ancor prima di cominciare a camminare. Si perché tre anni fa, lo stesso ‘invito’ fu utilizzato da Dario Franceschini nella sfida contro Bersani, poi persa, per aggiudicarsi la guida del Pd. Una svista, in tempi di tutti contro tutti, bersaglio di una certa ironia in casa Pd. Per questo urge rimediare con un bel colpo di scena nel plot. Guardiola, in termini di peso specifico, farebbe al caso, anzi farebbe molto di più. I numeri dei sondaggi per adesso dicono poco; più che previsioni assomigliano a montagne russe. Prima avanti Bersani di 15 punti, poi Renzi di misura sul segretario; poi di nuovo d’accapo. Ma se alla fine le primarie si dovessero giocare sul filo di lana, un volto in più o in meno potrebbe davvero fare la differenza.

Fantapolitica? Nemmeno troppo. Che tra i due scorra buon sangue è risaputo, tra vacanze, pranzi, e partite a San Siro. Ma c’è di più, almeno secondo quanto scritto nelle pagine del Foglio questa mattina. Nel quotidiano diretto da Giuliano Ferrara si parla di uno scambio di sms tra l’allenatore e il sindaco di Firenze. A quanto descritto dal giornale, pare che domenica scorsa Renzi abbia chiesto una mano a Pep, e il mister più corteggiato d’Europa (ora anche alla politica), avrebbe risposto “un mezzo sì”. L’idea, al di là delle battute, sarebbe davvero suggestiva. Pronta la squadra, il (i) camper, il lancio di Verona, lo slogan, e, anche se scontato, un capitano. Manca il mister, quello che sa dare gioco e motivazioni. Quello che sa far girare la palla, nasconderla agli avversari, sfinirli, frustrarli e poi punirli. Quello che ha vinto tutto, facendo scuola a tutti. Che sia Guardiola l’uomo giusto a cui Renzi affiderà la panchina per una partita che sa di finalissima?

 

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