Elezioni, Renzi: “Salvini? Il suo palloncino ancora non si è sgonfiato”

L'ex premier freddino su Zingaretti: “Abbiamo perso voti, i sindaci vittoriosi del Pd si sono formati alla Leopolda”. Poi convoca i comitati civici e rilancia la Leopolda 10

Dopo le elezioni appena concluse l'ex sindaco di Firenze, ex presidente del consiglio ed ex segretario del Partito Democratico Matteo Renzi torna a dire la sua. “Il Pd ha vinto nettamente le amministrative. Grazie ai magnifici sindaci che da cinque anni si impegnano sui territori. Dal barese Antonio Decaro, al bergamasco Giorgio Gori, dal pesarese Matteo Ricci al fiorentino Dario Nardella”, scrive Renzi nella sua ultima newsletter diffusa via mail. Per poi aggiungere: “Rimane l'orgoglio di vedere la vittoria di chi è cresciuto, si è formato e affermato alla Leopolda, che si conferma una grande scuola di innovazione politica”.

Dunque Renzi rivendica anche a sé almeno parte del merito del successo. Poche invece le concessioni al neo segretario Nicola Zingaretti, che ha riportato il Pd dal minimo storico toccato proprio da Renzi alle elezioni politiche del 2018 (18%), al 22% delle Europee di domenica (Renzi toccò anche il record storico in positivo, va detto, con il Pd al 40,8% alle europee 2014).

“Il Pd alle europee ha portato a casa un buon pareggio. Eravamo secondi nel 2018, siamo secondi nel 2019”, scrive Renzi. “Abbiamo perso 120mila voti assoluti rispetto alle Politiche del 2018 ma abbiamo recuperato quattro punti percentuali. E la campagna si è svolta in un clima di pace interna che per me è molto importante: basta polemiche, l'unità è un valore”.

Dunque un "buon pareggio", con l'accento che sembra più sui 120mila voti persi che sul +4% ottenuto da Zingaretti. Nessun cenno invece al fatto che l'affluenza alle urne di domenica è stata di quasi 20 punti percentuali in meno rispetto alle politiche del 2018 (un calo in termini assoluti di voti quindi ci può stare). “Esagerava chi diceva che il PD era morto un anno fa, esagera chi usa toni trionfalistici adesso. Un pareggio, un passo in avanti”, chiosa Renzi.

L'ex premier attacca anche Salvini e Di Maio. “In Italia la Lega ha vinto. Salvini è arrivato al 34%: il suo palloncino ancora non si è sgonfiato, a differenza di quello di Di Maio. Ma ha promesso molto, troppo. Sarà in grado di mantenere ciò che ha ipotizzato sulla flat tax? Ovviamente no. Dice di voler abbassare le tasse e sarà ricordato come il Matteo che ha tolto, non dato, gli 80 euro. Il Matteo che ha aumentato l'Iva. Il Matteo che ha fatto schizzare lo spread. E a quel punto vedremo come reagirà il suo elettorato. Ci faccia vedere se è capace di fare qualcosa di più di una diretta Facebook o di un discorso d'odio”. E sul leader dei 5 Stelle: “Penso che non si scollerà dalla poltrona per nessun motivo”.

Poi convoca i comitati civici il 12 luglio a Milano per un'iniziativa sulle Fake News e ricorda l'appuntamento con la Leopolda 10, in programma dal 18 al 20 ottobre prossimo: “Sarà una edizione incredibile, l'edizione del decennale”. Nel frattempo su Repubblica oggi Carlo Calenda annuncia di essere pronto a fondare un nuovo partito spostato verso il centro. Tutte coincidenze?

Renzi al voto con moglie e figlio / FOTO - VIDEO

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