Renzi salva Bonafede: "no" alla sfiducia. Il governo vacilla ma non crolla

Respinte le mozioni di sfiducia al Ministro della Giustizia, decisivi i voti di Italia Viva. Al Senato "match" fra fiorentini

Alfonso Bonafede salva la poltrona di Ministro della Giustizia grazie a Matteo Renzi. Una frase che fino a qualche mese fa sarebbe stata impensabile oggi è realtà. I voti di Italia Viva sono stati infatti decisivi per respingere le due mozioni di sfiducia presentate al Senato dopo la vienda che, durante l'emergenza coronavirus, ha visto la scarcerazione di numerosi boss mafiosi.

Bonafede resta in sella e il governo Conte resta in piedi, dopo aver vacillato a lungo: se la sfiducia al Ministro della Giustizia fosse passata l'esecutivo non avrebbe retto il contraccolpo, come sottolineato alla vigilia da esponenti di spicco della maggioranza. 

A tenere a lungo sulla graticola Bonafede è stato proprio l'ex premier Matteo Renzi, che nei giorni scorsi, personalmente e attraverso esponenti del suo partito, aveva più volte criticato aspramente l'operato del Guardasigilli. 

I due si conoscono da molti anni e a lungo si sono sfidati su fronti diametralmente contrapposti fin dai tempi dell'arena fiorentina. Lo ha ricordato lo stesso Matteo Renzi intervenendo in dichiarazione di voto nell'aula di Palazzo Madama: "Chi avrebbe mai potuto immaginare una occasione di vendetta così chiara?", ha detto Renzi rivolgendosi a Bonafede.

Il riferimento è stato alla politica "giustizialista" che Renzi ha avuto l'occasione di rinfacciare ai 5 Stelle: "Se noi oggi votassimo con il metodo che lei ha usato nella sua esperienza parlamentare nei confronti di altri ministri, oggi dovrebbe andare a casa. Spero, ministro, che questa vicenda possa far riflettere lei e i 5 stelle. Andare sui giornali e subire l'onta di un massacro mediatico fa male, non dormi la notte e pensi sia colpa tua se le persone che ti sono vicine lo subiscono".

Bonafede dal canto suo si era difeso ribadendo che sulla nomina del Dap, organismo la cui guida era stata proposta originariamente al magistrato Nino Di Matteo, "non ci furono condizionamenti". "Chi lo sostiene se ne faccia una ragione. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione", ha aggiunto il Ministro.

Le due mozioni, presentate una dal centrodestra e l'altra da Emma Bonino con "+Europa", presentavano contenuti anche molto diversi. La prima è stata respinta dall'Aula del Senato con 131 si, 160 no e un astenuto. La seconda con 124 voti favorevoli e 158 contrari e 19 astensioni.

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"Senza i voti di Italia Viva alla prima votazione sarebbe passata la sfiducia. Hanno tenuto in piedi il governo", si sottolinea dai renziani. Con le opposizioni che accusano Renzi di aver contrattato il suo "via libera" a Bonafede in cambio di nomine. Ma se questo avverrà davvero, come dice una citazione amata dall'ex sindaco di Firenze, "lo scopriremo solo vivendo".

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