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Renzi: "Aumenteremo l'Imu sulla seconda casa e lotta alla rendita"

Il sindaco Matteo Renzi ha annunciato le novità del bilancio: l'IMU prima casa rimarrà ferma al dato nazionale (0,4%), calerà di un terzo l'addizionale Irpef

Diego Giorgi 29 dicembre 2011

Nessuno tocchi…l’Imu. E’ l’ultimo "comandamento" del sindaco di Firenze Matteo Renzi, almeno sulla prima casa. L’annuncio è arrivato ieri, prima su Twitter: “A Firenze alzeremo l'Imu seconda casa, specie per chi le tiene sfitte: lotta alla rendita. Ma abbasseremo l’Irpef: di troppe tasse si muore”. Due righe per riassumere le novità più importanti che saranno introdotte nel prossimo bilancio comunale. L’aliquota IMU per la prima casa a Firenze rimarrà bloccata ai valori imposti nel decreto ‘salva Italia’ redatto dal governo Monti, in sostanza al 4 per mille. Come previsto dalla manovra, sarebbe potuta salire fino al 6 per mille; una soglia già conosciuta dai fiorentini, la stessa che ha caratterizzato l’ex Ici prima che fosse abolita. La Giunta Renzi ha indirizzato il timone verso altri mari, scegliendo di andare a pescare quelle risorse necessarie stangando i titolari delle seconde case, in particolar modo delle case sfitte. “Cosa c’è di più odioso che vivere di rendita?”, ribadisce il concetto Renzi in serata sulla sua consueta e-news. Lotta alla rendita, concetto utilizzato spesso dal sindaco durante tutto il 2011 ormai agli sgoccioli; una vera e propria bandiera, un bollino di fabbrica, che si tratti della seconda casa o dei banchini degli ambulanti di San Lorenzo. Sta di fatto che la manovra Monti concede alle amministrazioni comunali la possibilità di incrementare l’aliquota per la seconda casa fino a tre punti: 7,6 per mille è la quota stabilita dal governo, i comuni possono innalzare l’asticella fino al 10,6. Ancora Palazzo Vecchio non ha fatto circolare un numero certificato in questo senso, la stangata comunque rientrerà in questa fascia, nei punti effettivi che ritoccheranno, incrementandola, l’imposta.

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Imu, lotta alla rendita ma, se si parla di tasse, anche Irpef. Ed ecco il secondo proposito annunciato dal sindaco Renzi: abbassare l’Irpef. “Teniamo l'aliquota Imu prima casa – afferma il sindaco –ferma al dato base nazionale, abbassandola dunque rispetto alla vecchia Ici fiorentina (prima era lo 0,6%, adesso diventa lo 0,4%). E abbassiamo di un terzo l'addizionale comunale Irpef”. La ricetta proposta per raggiungere lo scopo? Razionalizzare la spesa: “Noi risparmieremo (abbiamo già iniziato sia con provvedimenti simbolici come dimezzando il numero degli assessori, cancellando le auto blu e prevedendo dal 2012 solo le auto verdi, quelle elettriche sia con quelli più gestionali: contiamo di dimezzare le spese per gli affitti esterni, giusto per fare un esempio banale). Colpiremo la rendita. E manterremo i livelli di servizi sociali senza toccare l'Irpef. Anzi abbassandola. Perché l’aumento di tasse oggi, specie di quelle sulle persone fisiche, rischia di essere letale per la solidità economica delle nostre famiglie”.  

Sempre in tema di fisco e tasse, c’è anche il tempo per un’ultima riflessione, stavolta ad ampio respiro, qualche chilometro più in la dei confini comunali: “In questo contesto – scrive Renzi – l'ulteriore aumento della pressione fiscale su chi già paga le tasse rischia di essere un problema drammatico. Faccio l'esempio della Toscana. Per coprire le spese sulla sanità, come nelle altre regioni, il Governo ha aumentato l’addizionale Irpef regionale dallo 0,9 all'1,23 per tutti, nessuno escluso. Solo a Firenze, per capirci, sono più di venti milioni di euro che vanno dalle tasche della gente alle spese regionali. A questo va aggiunto l’ulteriore aumento dell'Irpef, sempre lei, per chi dichiara più di 75.000 euro, che si vedrà praticamente raddoppiata l’addizionale rispetto allo scorso anno. Come Comune di Firenze abbiamo pensato a un bilancio totalmente diverso. Ma quelle del Comune di Firenze sono noccioline. Spero che a livello nazionale non siano sordi al grido di dolore delle famiglie italiane”.
 

Matteo Renzi
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