Referendum, Di Maio sul comizio all'Obihall: "Flop di Renzi"

Il pentastellato:"Noi riempiamo le piazze parlando danni Jobs act e suo Governo"

Il rilancio del "Sì" nella campagna per il referendum costituzionale porta con sè critiche e polemiche. In particolare perchè l'atteso pienone all'Obihall, dove ieri sera il premier ha riaperto il tour de force elettorale, non c'è stato. Stamani il Fatto Quotidiano ha pungolato l'ex sindaco, titolando su una sala mezza vuota. In effetti alcune sedie vacanti sono state portate via in fretta e furia. Oggi anche il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, ha lanciato una bordata all'indirizzo del segretario del Pd. "I cittadini non gli credono più. Lo slogan perenne del presidente del Consiglio degli ultimi due anni ha fatto così tanti danni che adesso l'assenza di credibilità del premier si riversa sulla sua campagna elettorale". 

"Ieri sera mentre Renzi parlava a Firenze  - ha raccontato Di Maio conversando a Montecitorio - io ero a discutere della frode del Jobs act a Pomigliano d'Arco che è uno dei simboli delle città del sud dove queste leggi contro i lavoratori hanno fatto danni. E li' ho incontrato tanti cittadini che mi dicevano che non hanno piu' nessuna fiducia in Matteo Renzi perchè in questi anni ha fatto leggi che nel titolo contenevano un significato e nel testo contenevano il contrario. Mentre lui parlava ai suoi a  - ha sottolineato- io riempivo una piazza parlando con la gente dei danni del Jobs act e delle leggi del Governo Renzi, a dispetto degli spot con cui il presidente del Consiglio le ha propagandate. La gente non ne può più dei suoi slogan, vede come stanno le cose. E' stufa delle parole.

"Questo, a giudizio dell'esponente del direttorio M5s, vale ancora di più nel caso della riforma costituzionale del Governo Renzi approvata dal Parlamento e ora sottoposta a referendum popolare il prossimo 4 dicembre. "Ho visto una campagna per il Sì - ha  evidenziato l'esponente del direttorio M5s  - che dice 'cara Italia vuoi ridurre il numero di politici? Si''. Ma io credo che la domanda giusta sia: cara Italia, vuoi dare l'immunità parlamentare anche ai consiglieri regionali e ai sindaci? No. Cara Italia, vuoi che il Senato non venga più eletto da nessuno? No. Cara Italia, vuoi una legge elettorale Di nuovo con le liste bloccate e senza la possibilità reale di eleggere i tuoi rappresentanti? No".

La vicesindaca di Firenze però ha vissuto la serata in un'altra maniera

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