Piazza Pitti: Mattei, disabili e residenti lo scontro sulla pedonalizzazione

Tesissimo faccia a faccia tra l'assessore alla mobilità Mattei e la Consulta degli invalidi ieri mattina in piazza dè Pitti: i manifestanti gridavano "latitanti" ed anche "questo è abuso di ufficio"

Ieri, mentre entravano a regime le misure, le nuove norme, i divieti ed i corridoi di accesso del secondo capitolo della pedonalizzazione di Firenze, in piazza Pitti montava la protesta del Comitato comunale degli invalidi. Donne e uomini, quasi tutti in carrozzina, neri di rabbia, con l’intento di mostrare ai fiorentini le difficoltà per chi è vittima di disabilità motorie di vivere la pedonalizzazione senza l’ausilio dell’auto. Così al centro del presidio una seggiola a rotelle vuota, a disposizione di chi volesse provare la difficoltà e la fatica della “manovra” e dello scorrimento lungo le pendenze della piazza. Tutte le attenzioni dei manifestanti erano rivolte al sindaco Renzi ed alla giunta di Palazzo Vecchio, e in definitiva quella carrozzina vuota era stata riservata appositamente per fargli sperimentare “il piacere di camminare in carrozzina”. Il sindaco, nonostante i ripetuti appelli gridati dagli invalidi, non si è visto.

MATTEI - Prima di mezzogiorno, tuttavia, è arrivato l’assessore alla mobilità Massimo Mattei. Il confronto tra le parti è stato subito duro, con l’assessore che ha dovuto fronteggiare non solo l’ira degli invalidi ma anche quella di alcuni residenti della zona. Mattei, che in questo caso ha recitato la parte del parafulmine per l’intera Giunta, è saltato da un capannello all’altro: spento un piccolo focolare ne ripartiva immediatamente un altro. “Prima di decidere sulla pedonalizzazione perché non avete fatto un referendum tra i residenti?” gli chiede a muso d’uro un signore sceso in piazza; “il nostro referendum lo abbiamo vinto due anni fa con le elezioni” gli risponde l’assessore; “questo è un comportamento zarista” gli ribatte l’uomo ma Mattei tira dritto “tra tre anni avete la possibilità di mandarci a casa”. La contesa poi verte subito sulla questione pedonalizzazione – disabili: da una parte le ragioni di chi vorrebbe che le zone pedonali fossero completamente libere al transito delle vetture degli invalidi, dall’altra la convinzione che questa possibilità già esista attraverso speciali corridoi di ingresso e soste dedicate.
Il CORRIDOIO. Il corridoio di ingresso in piazza Pitti è uno dei nodi della protesta della Consulta. La via è la stessa che utilizzeranno i furgoni del carico e scarico merci: via dello Sprone, piazza della Passera, via Toscanella, svolta a sinistra in Sdrucciolo de’ Pitti; ed è proprio questa curva che preoccupa e molto i disabili: la svolta è un vero e proprio 90°, e la stradina è molto stretta, tanto da far pensare che per molti di loro la manovra sarà veramente ardua, per alcuni di loro impossibile (per dovere di cronaca lo sarà anche per i furgoni del carico scarico, in quella strettoia è veramente arduo che passino camioncini o furgoni di dimensioni medie). Alla Consulta tutto questo non torna: “noi non siamo contro le pedonalizzazioni – precisa il presidente Michele Cirrincione – ma per i disabili o gli anziani con gravi problemi di deambulazione i corridoi e sei parcheggi in tutta la piazza non possono bastare”.

ACCORDO. Mattei ribatte che 16.000 permessi disabili sono numeri assurdi, ma tiene a sottolineare che “per i veri disabili il Comune non ha precluso niente, né l’acceso né il parcheggio". Mentre il dire si fa concitato, e si scaldano le ugole, un anziano signore si avvicina all’assessore, parla con voce commossa, senza urlare: “vede in quel muraglione – e indica con la mano un angolo di piazza Pitti – nel ’43 prendevo a fucilate i tedeschi. Ho 89 anni, oggi voi impedite a mio figlio di portarmi anche le medicine”. Cirrincione torna alla carica, chiede un incontro urgente con il sindaco, intanto c’è chi grida “latitanti”, chi accusa la Giunta di “abuso di potere”, un ragazzo che dice "mio babbo il Duomo non lo può più vedere"; Mattei visibilmente teso accusa la Consulta di essersi “fatta strumentalizzare dalla Cisl”. Alla fine però le parti, anche grazie alla mediazione del capogruppo in Consiglio di Sel Eros Cruccolini, trovano un punto di intesa. Viene fissato un incontro in Palazzo Vecchio, un’audizione speciale della commissione mobilità per discutere le proposte della Consulta. Pare che l’incontro dovrebbe esserci il prossimo martedì, ad una sola condizione avverte il presidente Cirrincione, che “sia presente anche il sindaco Renzi, altrimenti non ci mettiamo neppure a sedere”.


PRECENDENTE. Il presidente non si fida, vuole garanzie. C’è un precedente storto tra la Consulta e Palazzo Vecchio: “Otto mesi fa – dichiara Cirrincione – con l’assessore Mattei avevamo trovato un accordo sui tesserini invalidi, sembrava cosa fatta, c’era un impegno preciso, poi il sindaco stralciò l’accordo, quindi ora non ci fidiamo”. Quale accordo? “Quello per cui – continua il presidente – volevamo legare il tesserino invalidi non alla targa dell’auto, ma alla persona. Rimaneva la possibilità, per chi lo voleva fare, di dichiarare le targhe, ma volevamo venire incontro anche a quegli invalidi che non dispongono sempre della stessa vettura. Il senso è quello che la patente di un invalido non può essere legata a doppio filo con una vettura”.
OPPOSIZIONE. Intanto il vice presidente del Consiglio comunale, Iacopo Cellai, anch’esso presente al sit-in, ha annunciato che raccoglierà le dieci firme dei consiglieri Pdl per convocare, come da regolamento, una seduta straordinaria del Consiglio riguardo al tema sollevato dalla Consulta per gli invalidi.  
 

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