Palazzo Vecchio: cantieri più decorosi, ok al regolamento edilizio

Il Consiglio comunale approva le modifiche al regolamento adottato nel 2014. Oltre al decoro cantieristico, gli interventi di efficientamento energetico per i cappotti termici e la normativa per l'installazione di caldaie termosingolo

Via libera durante i lavori del Consiglio comunale di Firenze alla modifica del regolamento edilizio. Uno strumento normativo, già in vigore dal 2014, “che ora va a recepire, adottandole, alcune innovazioni” arrivate “nel corso del 2015”. Lo sottolinea l’assessore alla semplificazione Federico Gianassi illustrando la delibera in aula. Due soprattutto i passaggi che hanno inciso su questa nuova veste del regolamento edilizio: “innanzitutto- spiega l’assessore- l’approvazione in via definitiva del regolamento urbanistico, che è la normativa quadro strategica in materia di urbanistica, e al quale abbiamo voluto completamente allineare il regolamento edilizio. Vogliamo semplificare la vita ai cittadini e imprese, quindi i testi devono essere coerenti fra loro. Secondo motivo è che sono intervenute modifiche alla normativa nazionale e regionale in materia di edilizia e anche qui era necessario un adeguamento”. Inoltre, prosegue, “abbiamo voluto modificare alcuni aspetti settoriali in materia di decoro urbano e tutela igienico-sanitaria”. 

Così, tra le modifiche introdotte, troviamo la disciplina dei cantieri che è stata integrata con prescrizioni su decoro e corretta tenuta, anche per i cantieri inattivi, in modo da evitare il degrado spesso legato all’abbandono dei cantieri stessi. Sempre in tema di decoro, è stata aggiornata la disciplina sugli interventi di efficientamento energetico per i cappotti termici, solare fotovoltaico e isolamento in copertura. Per quel che riguarda l’adeguamento al Ruc, sono state poi recepite alcune osservazioni: in particolare l’apertura all’installazione di caldaie termosingolo ad alto rendimento negli interventi di recupero, rispetto alla prescrizione di adottare impianti centralizzati. È stata inoltre dettagliata la disciplina degli utilizzi temporanei degli immobili dismessi, precisando condizioni e termini e prevedendo “periodi non superiori a sei mesi” solo per immobili dismessi da almeno un anno, “nel rispetto delle condizioni di sicurezza statica e degli impianti, antincendio e delle dotazioni igieniche necessarie”.
 

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