Frasi di Sguanci su Mussolini, Mdp al Pd: “Dimissioni o usciamo dalla maggioranza”

Dopo l'uscita del presidente Pd del Quartiere 1 Maurizio Sguanci: “Nessuno ha fatto tanto quanto lui”

Nel Partito democratico, dopo la bufera, sono allibiti. Consiglieri comunali e assessori allargano le braccia, non riescono a credere che il loro collega di partito e presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci abbia scritto su Facebook che “nessuno ha fatto quello che ha fatto Mussolini in vent'anni”.

Sguanci l'ha scritto ieri sera sul social network, rispondendo ad un post sulle dichiarazioni del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Poche ore dopo la polemica era già arrivata alle cronache nazionali. “Parole gravi e inaccettabili”, ha scritto immediatamente il sindaco Dario Nardella su Twitter.

La questione ora investe in pieno l'assetto istituzionale sia del Quartiere 1, che, soprattutto, di Palazzo Vecchio. “Le dimissioni sono l'unico atto possibile, non può ricoprire alcun incarico istituzionale”, chiedono Alessio Rossi e Stefania Collesei, consiglieri comunali di Articolo 1 - Mdp, finora in maggioranza con il Pd in Comune e al Quartiere 1: "Usciremo dalla maggioranza se Sguanci non dovesse fare un passo indietro".

In consiglio comunale attacca anche la sinistra. “Parole gravissime per l'intera città, Medaglia d'oro per la Resistenza. Una mistificazione della storia, chi esprime tali opinioni non può ricoprire incarichi istituzionali”, le parole di Giacomo Trombi, Firenze riparte a sinistra.

“Parole gravi. Mussolini è stato un dittatore, un assassino, un torturatore. Le scuse di Sguanci (arrivate poco dopo il post, ndr) erano il minimo”, dice l'assessore alla sicurezza Federico Gianassi.

E' la linea di tutto il Pd, che però sulle dimissioni mette le mani avanti. Il capogruppo in Palazzo Vecchio Angelo Bassi e il suo vice Andrea Ceccarelli commentano: “Dichiarazioni avventate e inaccettabili. Su Mussolini c'è un giudizio della storia di condanna, dalle leggi razziali ai peggiori crimini perpetrati dal regime. Ma ad Mdp chiediamo un confronto, non una richiesta di dimissioni a mezzo stampa". Confronto che pare difficile: "O dimissioni o addio maggioranza", ribadiscono Collesei e Rossi.

Difficile ad ogni modo 'giustificare' alla base come un esponente del Pd possa aver scritto, nero su bianco, tali parole. “I militanti sono inferociti, giustamente”, conferma Niccolò Falomi, consigliere dem a Palazzo Vecchio e segretario del circolo Ponte di Mezzo di via Forlanini, oltre che primo firmatario dell'atto che ha istituito il 'patentino antifascista' per richiedere spazi pubblici in città.

“Sono frasi da CasaPound”, ammettono diversi consiglieri. Se il Pd è in grave imbarazzo, la destra invece gongola. “Le frasi di Sguanci? Un'opinione che può starci”, dice il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai. La maggioranza Pd può reggere sia a Palazzo Vecchio che al Quartiere (con più difficoltà) anche senza Mdp, ma a meno di due mesi dalle elezioni è una grana che i dirigenti del Pd avrebbero evitato volentieri.

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