Reggello, non può ascoltare la musica perchè musulmana: scoppia la polemica

Il padre vieta alla figlia di partecipare alle lezioni di musica a scuola. Costretta a mettersi le cuffiette perchè sarebbe stata contagiata dalla musica occidentale che "rende infedeli"

Non può ascoltare la musica. Non perchè abbia qualche deficit fisico o poca lena per star dietro agli accordi, bensì perchè la famiglia, o meglio il padre, non vuole. Succede a Reggello ad una ragazza marocchina figlia di un muratore immigrato molto credente nell'islam.

Se prima il genitore impediva completamente alla ragazza di andare a scuola in concomitanza delle lezioni di musica adesso si "limita" a farle indossare una cuffietta per non permettere alle sue orecchie di entrare in sintonia con la musica occidentale capace di "renderla impura".

Il caso vuole che la scuola media di Reggello sia molto votata alla musica. Già due anni la ragazza fu bocciata per troppe assenze tanto che il giudice di pace di Pontassieve ha avviato un'azione legale contro il padre per il divieto imposto alla ragazza.

Il caso comunque è diventato un megafono per l'indignazione dei politici partendo da Marco Cordone della Lega Nord di Firenze: "Al padre della ragazzina di Reggello per fargli capire cos'è la musica regaliamo una copia del " messia  di Haendel".E' assurdo impedire ad una figlia di ascoltare la musica perche' l'islam non lo vuole!". Ancora la protesta prende colori leghisti"Il caso dell'imam che nega alla figlia di seguire le lezioni di musica a scuola perché “da infedeli” – spiega l'eurodeputato Claudio Morganti – è il classico esempio della volontà di integrazione di questi signori che vogliono avere solo diritti senza doveri e fare ciò che pare e piace loro nel nostro territorio. o questi signori si mettono in testa di accettare la nostra cultura o che se ne tornino pure nel proprio paese di origine. noi non ci sottometteremo mai al loro volere".

Severa, sebbene più moderata, l'interrogazione parlamentare del leader di Alleanza per l'italia Francesco Rutelli diretta al ministro Gelmini: "Il pluralismo è a fondamento della cultura italiana, e in nessun modo lo si può intendere come divieto ad accedere alla cultura, o alla musica, o alle arti". Rutelli ha  concluso chiedendo quali siano i provvedimenti che il ministro attuerà nel caso della giovane marocchina sorda per credo.

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