Piazza Santa Croce: la manifestazione in difesa della Costituzione

Ieri si è svolta la manifestazione nazionale in difesa della Costituzione della Repubblica. Domani pomeriggio presidio al polo universitario di Novoli "contro la Gelmini e la sua applicazione"

In mano la bibbia della Repubblica. Si legge a chiare lettere “Costituzione della Repubblica Italiana”. Questa la prima immagine per chi ieri entrava in piazza Santa Croce. Poca ribalta per le piazze italiane a causa del sisma nipponico che ha, sfortunatamente, capeggiato in giornali, televisioni e network  di tutta la penisola. Due anziani sventolano il tricolore davanti a dei giovani con la bandiera con la falce ed il martello.

 La manifestazione era in difesa dei diritti e doveri di tutta la nazione oltre alla protesta per la riforma della scuola pubblica. Se la regina delle contestazioni è stata Roma con un enorme drappo verde, bianco e rosso itinerante per la città, Firenze ha provato nel suo piccolo a dire la sua. I dati delle piazze toscane sono distanti: diecimila partecipanti secondo gli organizzatori la metà per la Questura. Santa Croce era affollata e pacifica, lo dimostrano anche le quattro camionette delle Forze dell’Ordine che “da lontano” supervisionavano lo svolgimento dell’evento.

“Dimissioni” cantavano donne al fianco dei mariti,  i più giovani riesumavano un “Bella ciao” soffocato dal microfono a cui si alternavano organizzatori ed  insegnanti. Il momento più toccante è stato quando una ragazzo diversamente abile ha parlato ai partecipanti, l’ha fatto di spalle seduto sulla sua carrozzina, attaccando sì il Governo ma anche l’inefficacia dei partiti di sinistra.

“Si deve ricordare che la scuola pubblica è l’unica obbligata ad accettare gli studenti disabili” come a dire se non ci fosse stata il diritto allo studio me lo sognavo;  “Non si possono stanziare fondi per gli istituti privati e tagliarli ai pubblici”.
Una persona di mezz’età, con le mani ossute, percuote un coperchio con un mestolo come in Cazerolazos sudamericano; intanto le persone si raccolgono sotto il Dante. Il poeta giudica con sguardo duro la piazza, visto che il processo d’italianizzazione è partito da lui.
In chiusura, un portavoce del collettivo di Scienze Politiche ricorda che domani alle 14 al Polo Universitario di Novoli ci sarà un presidio “Contro la legge Gelmini e la sua applicazione”.  Sperando che  a favore e contro ci siano più giovani che nell’attempata piazza Santa Croce di ieri.
Promessa lotta contro la Riforma ma il pensiero va al prossimo 17 marzo quando per una giornata la Repubblica sarà in piazza solo per festeggiare.
 

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