Maggio, Renzi: "Non rischia chiusura ma basta stipendificio"

I sindacati chiedono un incontro con il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, per discutere sull'ipotesi liquidazione e sullo 'stipendificio' attaccano Renzi: "Così offende la stragrande maggioranza dei dipendenti del teatro"

Il Maggio fiorentino ad un metro dalla liquidazione, la Cgil, la Cisl e la Uil che chiedono un incontro urgente al ministro per i Beni culturali, Massimo Bray. Un faccia a faccia, accompagnato da una manifestazione nazionale a Roma, in cui discutere dell’ipotesi emersa dopo l'incontro di giovedì a Roma tra lo stesso Bray, il sindaco Matteo Renzi, il governatore toscano Enrico Rossi e il commissario dell’ente lirico Francesco Bianchi: la liquidazione, appunto.

Della questione si è parlato ieri nel corso dell’assemblea dei lavoratori organizzata dai tre sindacati al teatro del Maggio. “Dall’assemblea è emersa una netta contrarietà dei lavoratori all’ipotesi di liquidazione”, ha spiegato Paolo Aglietti della Cgil. “Di fatto – ha continuato – si tratta di una strada sbagliata da seguire, se l’obiettivo è quello di rilanciare il Maggio e non di chiuderlo: così, invece, gli enti pubblici che sono soci della fondazione dimostrano solo di non essere in grado di assolvere agli impegni presi nei confronti dell'ente. La liquidazione confermerebbe solo il loro fallimento operativo”.

LA CGIL BACCHETTA RENZI – Aglietti ha anche criticato il tweet con il quale il sindaco Matteo Renzi ha definito ieri il Maggio ‘uno stipendificio’. “Non ci sembra – ha commentato – che in questa situazione Renzi possa contribuire a rasserenare gli animi usando termini del genere; così offende la stragrande maggioranza dei dipendenti del teatro, entrata per concorso pubblico o comunque attraverso selezioni, dunque la smetta. Renzi – ha aggiunto Aglietti – non può cavarsela così, scaricando la responsabilità di sue scelte sbagliate sui dipendenti del Maggio”.

IL MAGGIO VERSO LA LIQUIDAZIONE

RENZI E LO ‘STIPENDIFICIO’– “No. Non scherziamo. Tra undici mesi avremo il nuovo teatro e l’orchestra e il coro saranno sempre lì ma non possiamo permetterci di avere decine di persone in più. Secondo il commissario ci sono 48 amministrativi, quando ne basterebbero sei. La produzione culturale del Maggio non rischia, ma noi vogliamo un teatro con orchestra coro e laboratori, non uno stipendificio di persone assunte spesso senza concorso”. Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi in un'intervista alla Nazione, rispondendo a una domanda sul rischio di chiusura del Maggio musicale. Renzi spiega poi, riguardo all’accusa che negli ultimi quattro anni i conti sono andati peggio, che “da quando sono sindaco non abbiamo più assunto amministrativi e tecnici. Il contributo del Comune è aumentato, sono arrivati fondi privati, sono diminuiti i denari per i dirigenti, sono aumentati i biglietti venduti ma non basta. Certo in questi anni il contributo dello Stato è passato da 21 a 14 milioni, dunque la situazione è peggiorata. Ma non illudiamoci che i soldi del Governo tornino ai livelli precrisi”.

Il sindaco afferma che è “ovvio” che i lavoratori siano preoccupati “ma noi abbiamo la coscienza a posto. Non possiamo far pagare ai fiorentini con le tasse gli errori del passato. Noi proseguiamo sulla strada della serietà. L’avevo detto all’inizio del mandato che non avevo paura di far esplodere i bubboni di questa città per risolverli. L’abbiamo fatto un anno fa per Ataf, lo facciamo ora per il Maggio. Alla fine chi la dura la vince”. Infine, alla domanda se il nuovo teatro creerà occupazione il sindaco risponde: “Sì, ma va gestito bene, altrimenti diventa un pozzo senza fondo. E su questo interverrò nei dettagli l’1 luglio in consiglio comunale”.

MINISTRO – E del Maggio, questa mattina attraverso il proprio profilo facebook, è tornato a parlare anche il ministro Bray : “Da parte mia intendo garantire l’esistenza del Maggio Musicale Fiorentino, salvaguardare i posti di lavoro e quindi individuare tutte le soluzioni possibili per raggiungere questi obiettivi. Per questo motivo ne ho discusso con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, che coinvolgerà il governo in questa urgente decisione”. Bray ha aggiunto che nella riunione di giovedì “ho ascoltato la relazione del commissario straordinario del Maggio Musicale Fiorentino, Francesco Bianchi che, descritta la situazione gravissima, ha indicato o la chiusura o la liquidazione della Fondazione”.

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