Lotti, no alla sfiducia. "Tentano di colpire le nostre riforme"

Il Senato respinge la mozione M5S, il ministro in aula: "A testa alta". Marroni non parla coi legali di Tiziano

Con 161 "no" il Senato ha respinto la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti del Ministro dello Sport Luca Lotti. I pericoli parlamentari non sembrano però del tutto sfumati per il braccio destro di Matteo Renzi: il Movimento democratico progressista ha infatti presentato una mozione che chiede al premier Gentiloni il ritiro delle deleghe, che potrebbe avere numeri più consistenti nell'aula di Palazzo Madama.

"Non sono così sprovveduto da non capire il senso di questa mozione: questa vicenda risale a dicembre, come mai soltanto adesso è stata presentata una mozione di sfiducia? Mi sembra evidente: è in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono, il ministro dello Sport, ma per quello che nel mio piccolo rappresento. Si cerca di mettere in discussione lo sforzo riformista di questi anni", ha detto il ministro dello Sport intervenendo in aula. 

Lotti ha ribadito di non aver "mai avvisato l'ingegner Marroni né nessun altro sull'indagine su Consip né ho mai passato altra informazione riservata. Sostenere il contrario è reato di calunnia", invitando coloro che hanno "insultato me o la mia famiglia abbia il coraggio di rinunciare all'immunità per risponderne". Lotti ha detto di voler andare avanti con "pazienza", "a testa alta e a visto aperto".

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Intanto sulla richiesta di interrogatorio formulata nei confronti dell'Ad Consip dall'avvocato Federico Bagattini, nell'ambito delle indagini difensive da quest'ultimo condotte, Luigi Marroni ha oggi precisato di "avere utilizzato la facoltà, prevista dalla legge, di non rendere dichiarazioni alla difesa, dato che in tale procedura non si applica il potere di segretazione da parte del pubblico ministero ed in considerazione del clamore mediatico suscitato dalla predetta richiesta di interrogatorio". Le dichiarazioni, ha sottolineato una nota,  "potranno invece essere serenamente rese, se l'avv. Bagattini deciderà di fare richiesta in tal senso, di fronte al pubblico ministero incaricato".

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