Leopolda10, Renzi: "Salvini goditi il Papete, noi governiamo" / FOTO

Il leader di ItaliaViva attacca 'l'omonimo' e apre le porte ai delusi di Pd e Forza Italia: "La Lega porta in piazza CasaPound, chi crede nella liberaldemocrazia lì non può stare"

Renzi sul palco nel discorso finale

“Il prossimo anno ci serve uno spazio più grande, alla faccia di chi parlava di flop”. Inizia così l'intervento finale di Renzi alla Leopolda 10, l'atto fondativo di ItaliaViva, il partito che, dice Renzi “porterà l'Italia nel futuro. Tutti ragionano di problemi a 3 mesi, noi guardiamo al 2029”.

L'ex segretario del Pd, e sembra passato un secolo da quando lo era, ha fatto il pieno di gente per tutti i tre giorni. Anche oggi c'è chi è rimasto fuori di fronte ai teleschermi.

“Da dieci anni qui facciamo un pieno di speranza e di energia, qui capiamo che il futuro non è per qualunquisti, populisti e demagoghi. Non lasciamo il futuro a chi vive di slogan”, dice l'ex premier.

“Dopo 10 anni potevamo celebrare una cerimonia, invece rilanciamo su smart city, trasporti, infrastrutture, piano per le famiglie. Qui facciamo politica e lanciamo proposte, nessun ultimatum al governo”, prosegue Renzi.

E poi. “Non tartassiamo le partite iva, che vi hanno fatto di male il ceto medio e la classe media?”, prosegue l'ex premier (dopo che la Boschi ieri ha dato del “partito delle tasse” al Pd).

“Il populismo di Salvini è fatto di spot. 'Quota 100' costa 20 miliardi e riguarda solo 120mila persone, pensa di bloccare l'immigrazione fermando una barca in mare. Prima noi salviamo le persone, poi certo pensiamo a come risolvere il problema dell'immigrazione, e lo si può fare investendo davvero in Africa”, prosegue.

Ancora su Salvini. “Ieri ha attaccato i miei genitori. Salvini non è incensurato perché è stato condannato in via definitiva per oltraggio a pubblico ufficiale mentre i miei genitori sono ancora incensurati, perché fino al terzo grado, come dice la Costituzione, lo restano”, sottolinea Renzi.

“Salvini non HA cambiato nulla, ha solo aumentato l'odio e diffuso la paura del diverso. Ma attenzione, perché 100 anni fa a New York eravamo noi italiani quelli etichettati come 'inclini al crimine'”, dice ancora Renzi.

Alle accuse di incoerenza nell'aver lasciato il Pd Renzi replica che “lì non c'erano più le condizioni. Per 7 anni la fatica più grande è stata fronteggiare gli attacchi del mio stesso partito. Non ho fatto questo partito per contare. Nel Pd potevo contare anche senza ruoli, si è visto in agosto, quando ho fatto nascere il nuovo governo. Noi siamo diversi dai 5 Stelle ma questo governo deve arrivare fino al 2023 ed eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Non potevamo permettere che a farlo fosse una maggioranza contro l'Europa, contro l'euro, che avrebbe portato l'Italia in una recessione di 30 anni e distrutto la sua credibilità internazionale. Per questo non ho accettato il 'diktat del Papete' sull'andare a votare e ho fatto nascere il governo”.

E ancora. “Salvini dice che abbiamo il 4%? Arriveremo molto oltre, la doppia cifra è il minimo. Ma intanto l'abbiamo mandato a casa con il 4%, goditi il Papete Salvini che a governare ci pensiamo noi”.

E per ampliare il bacino di ItaliaViva “che è un partito aperto”, porte aperte sia agli ex Pd (“per chi vuole entrare le porte non sono chiuse”), che ai fuoriusciti di Forza Italia, partito ormai in rotta di collisione. “Ieri con la manifestazione di Roma Berlusconi ha consegnato la leadership del centrodestra a Salvini, che va in piazza con CasaPound. E' normale che chi si riconosce nei valori liberali e della liberaldemocrazia lì dentro non può più starci”, dice Renzi.

Non staccheremo la spina al governo”, ripete Renzi, anche se le bordate al Pd in questi giorni sono state tante (da Rosato che dice “chi non ama un partito con un leader è perché un leader non ce l'ha” a Boschi che esplicitamente dichiara ai microfoni “il Pd è il partito delle tasse”). “Non alziamo la pressione fiscale”, chiede l'ex premier.

“Italia Viva sostiene l'apertura contro la chiusura, il talento non la rendita, il merito non la paura, lo studio non la fuga dalle responsabilità”, scandisce Renzi.

Faremo come Macron in Francia, assorbiremo uno spazio a chi non crede né ai sovranisti né all'asse Pd-5 stelle. Ci vorrà tempo? Siamo maratoneti”, prosegue l'ex rottamatore, che sottolinea che ci sono molti punti in comune con gli ex Pd “anche se noi non siamo giustizialisti”.

“A fine anno avremo 50 parlamentari, 30 consiglieri regionali, 100 sindaci e già a fine mese saremo a 10mila iscritti. A giugno, dopo l'estate, chiameremo nuovamente a raccolta tutti gli amministratori locali”. Ancora non si sa dove. Ma Renzi rilancia. Del resto tutta questa Leopolda 10 è servita a rilanciarlo.

Poi parla ancora delle combattendi curde, che “sono nostre sorelle, madri, figlie. Noi diciamo ad Erdogan di fermare l'aggressione e alla Nato di non voltarsi dall'altra parte. ItaliaViva è un partito femminista, nella nostra casa la donna non sta solo in cucina ma ovunque. Aspettiamo ancora il primo presidente del consiglio donna”.

E' l'inizio di una nuova Dc? Lo vedremo. Di sicuro, Renzi chiude con una citazione di Aldo Moro: “Se vogliamo essere  presenti dobbiamo essere per le cose che nascono, anche se hanno contorni incerti, e non per le cose ho muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime”. Quanto influenzerà questa Leopolda la politica locale e nazionale? Lo vedremo. Una carica in più sicuramente il leader di ItaliaViva sembra essersela presa.

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