Sabato 28 aprile al Nelson Mandela Forum prima ASSEMBLEA NAZIONALE aperta di confronto e organizzazione di chi aderisce e vuole confrontarsi sul metodo proposto dal Manifesto per un soggetto politico nuovo redatto da: Andrea Bagni, Paul Ginsborg, Claudio Giorno, Chiara Giunti, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Nicoletta Pirotta, Marco Revelli, Massimo Torelli.
NON sarà un convegno, NON sarà una conferenza o un congresso ma, coerentemente con il metodo proposto nel Manifesto, sarà un'assemblea aperta, una giornata di lavoro per trovare il NOME del “soggetto politico nuovo” attraverso un lavoro collettivo e partecipativo già iniziato on-line; per confrontarsi sul tema del LAVORO e decidere insieme con quali iniziative, strumenti, alleanze sociali e culturali sostenere per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Inizieremo a individuare i temi prioritari per l'elaborazione di un PROGRAMMA che verrà scritto a partire dagli incontri sul territorio che già si stanno svolgendo e che troveranno una sintesi in un successivo incontro di 2 giorni previsto per giugno. Saranno introdotti e privilegiati i metodi di democrazia partecipativa che permettono a tutti gli attivisti un coinvolgimento vero, diretto, fattivo, democratico.
Occorrerà confrontarsi anche con il tema della ELEZIONI e della RAPPRESENTANZA (con forme di bilanciamento di genere, età, territoriali). Se ci candideremo, con chi, perché, lo potremo decidere solo insieme con metodo DEMOCRATICO, quando la questione sarà matura. Ma è chiaro sin da ora che un'iniziativa come questa, che si propone la creazione di una nuova soggettività politica, deve necessariamente confrontarsi con la questione delle prossime politiche.
Nel Manifesto l’aggettivo nuovo sta dopo il sostantivo soggetto, non prima, a sottolineare che non intendiamo dar vita semplicemente a un’altra entità politica (una tra le altre – un altro protagonista marginale di una vita pubblica logorata) ma a qualcosa di effettivamente nuovo, che rompa con la pratica prevalente e instauri uno stile di relazione e di azione questo sì DIVERSO. Per questo il modo con cui si svolgeranno i lavori nel nostro incontro sono decisivi: dovremo sperimentare un metodo per lavorare insieme democratico, partecipativo e fattivo nello stesso tempo. Vediamo ogni giorno di più quanto la crisi dell’attuale sistema dei partiti vada precipitando. L’ultimo sondaggio realizzato da Mannheimer per il “Corriere della Sera” ci dice che la fiducia dei cittadini nei confronti dei partiti è scesa al minimo storico del 2 per cento. Quella nel Parlamento all’11 per cento (solo un cittadino su dieci si fida del nostro massimo organo di rappresentanza politica).
E siamo un REPUBBLICA PARLAMENTARE! Ciò significa che la separazione tra le attuali forme organizzate della politica e i cittadini sta tirando giù la nostra democrazia. La crisi dei partiti si sta trasformando in crisi di legittimazione del modello democratico.
Di questo a Firenze soprattutto discuteremo: della crisi della nostra democrazia, dentro la quale ci sono, in primo luogo, la crisi dei diritti sociali, la crisi del lavoro (su cui, art. 1, si regge la Repubblica), la crisi del Welfare, la crescita smisurata delle diseguaglianze e delle ingiustizie sociali, l’insostenibilità della situazione economica, unificati, tuttavia, dal tema prioritario del “Che fare” qui e ora. Di come spezzare la spirale della sfiducia e dell’inazione, e di come segnare un punto di rimbalzo. Una linea di resistenza.
Questa passa - l’abbiamo affermato a chiare lettere – attraverso il rifiuto della delega della politica e della rappresentanza agli attuali partiti. E, quindi, attraverso la costruzione di uno strumento costituzionale di partecipazione della cittadinanza alla vita democratica del paese, che intende essere protagonista non marginale né minoritario della lotta politica.
Uno strumento che non è esclusivo (non chiede ai suoi aderenti il monopolio dell’appartenenza, ammette appartenenze politiche plurime, polimorfe e molteplici, ma un’adesione di fondo a un comune stile di comportamento politico, alla comune costruzione di un'alternativa secondo le forme e i riferimenti valoriali indicati nel Manifesto). Ed è democratico nei suoi assetti interni, orientati al rigoroso principio di legalità e a un’assoluta trasparenza e condivisione dei processi decisionali.
La forma del nostro lavorare insieme sarà il nostro banco di prova, l'Assemblea aperta di Firenze sarà solo il primo momento, necessariamente imperfetto e parziale, di un percorso che dovrà vedere una progressione di partecipazione.
Firenze vuole essere uno “spazio pubblico aperto”, di confronto, chiarimento e comune elaborazione. In moltissimi/e hanno scritto, in questi giorni, ponendo un’enorme quantità di domande (segno non solo dell’interesse ma della voglia di protagonismo critico) sul “soggetto politico nuovo”. E’ stata elaborata una prima lista di sintetiche possibili risposte (di FAQ, per dirla in linguaggio telematico, di Frequently Asked Questions) consultabile on line sul sito : dovrebbe servire per chiarire preliminarmente, nel percorso verso Firenze, le questioni più semplici. Per tutto quanto – e sarà tanto – resta da precisare, sarà la discussione pubblica in Assemblea lo strumento naturale di elaborazione del discorso collettivo.
Per questa ragione si cercherà di favorire la partecipazione più ampia possibile al dibattito, stabilendo un tempo breve (non più di 7 minuti) per tutti gli interventi, senza eccezioni, e dividendo la giornata in due sessioni, una “plenaria” e una “a camere separate”.
PROGRAMMA
ASSEMBLEA PLENARIA- ORE 10.30-15.30
10.30-12.45 IL NOSTRO PROGETTO
Ore 12.45- Proposte ( nome, coordinamento)
13.00 - 15.15 COSTRUIAMO UN’ALTRA ITALIA-
contenuti e modalità di strutturazione/organizzazione
15.15 CONCLUSIONI
METTIAMOCI AL LAVORO- GRUPPI- ore 15.30-17.30
15. 30- 17.30 l’assemblea si divide in tre gruppi:
• CONTENUTI
• SRUTTURAZIONE SUL TERRITORIO
• COMUNICAZIONE E UTILIZZO DEGLI STRUMENTI WEB
È un primo appuntamento che per la ristrettezza dei tempi di organizzazione non può essere svolto con tutte le modalità di partecipazione avanzate previste nel Manifesto . Questo sarà il nostro impegno per la 2 giorni di giugno.
NON sarà un convegno, NON sarà una conferenza o un congresso ma, coerentemente con il metodo proposto nel Manifesto, sarà un'assemblea aperta.
REGOLE:
• interventi di max 7 minuti. Può intervenire sia chi ha aderito che chi non ha aderito.
• All’ingresso a chi ha aderito viene consegnata una scheda per il voto: si vota dalle 13.00 alle 14.30.











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