Novoli, area ex Fiat: via libera a 57mila metri quadrati di cemento

Via libera del Consiglio comunale al progetto del '94. Otto nuovi lotti e opere di risanamento a carico dell'Immobiliare Novoli. Attaccano Sel e De Zordo: "E i volumi zero?". L'amministrazione: "Ci avrebbero richiesto i danni?"

Il Palazzo di Giustizia a Novoli

Case, negozi, uffici, in tutto 57mila metri quadrati di nuove costruzioni lì nell’ex area Fiat, a Novoli. Il definitivo via libera all’operazione è arrivato ieri con l’approvazione in consiglio comunale della variante urbanistica dedicata a quel pezzo di Firenze. Potranno riprendere i lavori, quindi, riprendere i lavori lì in quell’area che già ospita gli edifici dell’università, il nuovo Parco, il parcheggio sotterraneo, la multisala ed altri edifici commerciali e direzionali, oltre al nuovo Palazzo di Giustizia.

DE ZORDO ATTACCA – La maggioranza, Pd in testa, che da il semaforo verde. Sel e perUnaltracittà attaccano. “Novoli – ha sottolineato Ornella De Zordo – vede oggi confermate vecchissime previsioni urbanistiche e subirà il completamento di una colata di cemento pari a 200.000 mq complessivi visto che ne aggiungiamo ora 57.000 a quelli già costruiti. Vince l'Immobiliare Novoli che si vede ora autorizzata a edificare ancora su 57.505 mq, pari a 23.070 mq di residenziale / ricettivo e 34.435 mq di terziario, con centinaia di appartamenti e fondi commerciali che verranno costruiti. E questo anche se resta molto invenduto nella parte già costruita.”

E ancora: “Si cementifica un'area che dovrebbe essere salvaguardata come polmone tra Università, il già costruito dell'area San Donato, il Palazzo di Giustizia e gli edifici della Regione Toscana. Chiediamo: il completamento cementificatorio dell'unica area rimasta libera a Novoli a vantaggio di chi va se non degli investitori della Novoli Immobiliare spa? Il fatto che diano qualche briciola dei lauti guadagni a interventi per la collettività non salva affatto un'operazione sbagliata e di retroguardia, che l'amministrazione ora tenta inutilmente di spacciare per "riqualificazione". Alla faccia dei "mattoni zero" di cui si vanta il Sindaco Renzi”.

VICENDA – Il vecchio Piano di recupero dell'area ex Fiat di Novoli, decaduto e ora resuscitato senza cambiamenti di rilievo con questa Variante urbanistica, risale al luglio 1994. Fu poi modificato con la celebre Variante (quella del disegnino) nel 2001: lì si sanciva una capacità edificatoria di 200.000 mq, ovvero 600.000 m3 di cemento. Ieri, in pratica, è arrivato il via libera alla costruzione di 8 nuovi lotti nei 57.505 mq ancora liberi intorno al parco di San Donato.

In tutto questo va ricordato come nell’aprile del 2009, lo stesso Consiglio comunale bocciò la delibera del vecchio Piano, proprio perché troppo invasivo, coi voti delle opposizioni e di parte della maggioranza. Allora i voti contrari – 21 su 39 presentimandarono sotto la giunta Domenici (col voto contrario di una bella fetta di maggioranza e l’astensione dell'allora consigliere Nardella).

IL PIANO EX FIAT – Il nuovo piano di recupero, dopo la revisione della convenzione tra il Comune e i privati proprietari dell’area, prevede una soluzione progettuale che integra e modifica il vecchio piano, soprattutto riguardo viabilità e trasporto pubblico. In particolare, il privato completerà la parte ovest realizzando una nuova viabilità pubblica, rampe di accesso al parcheggio interrato, l’accesso diretto al Palagiustizia da via di Novoli, la nuova pista ciclabile fra via di Novoli e viale Guidoni (lato parco) e una piazza pubblica interna di circa 2.700 mq. Inoltre viene ripensata l’articolazione dei nuovi lotti edificabili, proprio in conseguenza del nuovo assetto viario e più in generale della riorganizzazione degli spazi pubblici dell’area.

La nuova convenzione prevede anche che il privato darà la sua disponibilità economica per tre importanti realizzazioni: la ristrutturazione della ex centrale termica (per 2 milioni e 800mila euro) che sarà destinata ad attrezzature di interesse culturale, con un progetto da concordare con il Comune; le opere di messa in sicurezza idraulica (con un contributo di almeno un milione e 800mila euro); la risistemazione del Centro civico (nel complesso che ospita anche la multisala) che sarà ceduto al Comune e destinato alla funzione pubblica con un progetto da concordare e definire (per un milione e 500mila euro). Viene infine confermato che il grande parco pubblico verrà ceduto al Comune a costo zero, non rientrando tra gli oneri a scomputo.

Prima dell’arrivo in aula la delibera è stata esaminata dalla Terza commissione consiliare, che ha dato parere favorevole con tre raccomandazioni: “Verificare e sollecitare la realizzazione delle opere di sistemazione delle strade private ed a uso pubblico del rione, la realizzazione dei servizi di regolamentazione dell’accesso alle suddette strade da parte della mobilità veicolare al fine di favorire l’utilizzo armonioso degli spazi nel comparto est congiuntamente al Piano di recupero, opere a carico della proprietà dell’area”; “sollecitare una migliore manutenzione delle aree oggetto di variante da parte della proprietà al cui rispetto essa è tenuta e di incrementare il controllo nella parte dell’Area circostante di competenza pubblica”; “invitare la proprietà al completamento della parte del parco che confina con il Palazzo di Giustizia nel comparto ovest”.

MEUCCI – “Ora – ha spiegato l’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci – potrà ricominciare l’attività sia per il completamento del comparto ad est del parco, ormai quasi interamente costruito, sia e soprattutto per la realizzazione del comparto ad ovest, quello dalla parte del nuovo Palagiustizia, che di fatto non è mai stato neppure iniziato”. C’è questo, ma c’è anche altro. Il piano è si il completamento di un’area lasciata a mezzo, ma allo stesso tempo va a sanare una situazione che nel tempo si sarebbe potuta trasformare in un buco nero per le casse comunali. Così come confermato da un virgolettato dell’assessore Meucci rilasciato al Corriere Fiorentino: “Bloccare o ridurre il piano per Novoli? Impossibile, avremmo esposto il Comune a richieste di risarcimento così pesanti da mettere in ginocchio il bilancio”. Come dire, costretti al sì dal pool di banche (Intesa, MPS e la belga Kbc) su cui si struttura l’Immobiliare Novoli.

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