I sangodenzini insorgono contro la fusione con Dicomano, il sindaco: "Alziamo il quorum"

Le amministrazioni: “Arriveranno almeno 12 milioni di euro in 10 anni”

Una veduta di Dicomano

Discussione aperta alle porte del Mugello (anche se per molti siamo già in Val di Sieve) in merito alla proposta di fusione dei Comuni di Dicomano e San Godenzo. Si tratterebbe del secondo 'matrimonio' istituzionale mugellano dopo l'unione di Scarperia e San Piero a Sieve nel 2013. Siamo praticamente sul passo del Muraglione a confine tra Toscana e Emilia Romagna. San Godenzo è il primo Comune che si incontra scendendo dagli Appennini e dà il benvenuto alle foreste casentinesi dalla provincia di Firenze: conta poco più di 1200 abitanti che si sentono parte di questo lembo di terra fin nel midollo. Dicomano invece è più a valle sebbene abbia una storia altrettanto ricca: qui c’è uno dei più antichi mercati zootecnici della provincia, i romagnoli e i toscani si ritrovano da secoli per contrattare la vendita delle mucche. I dicomanesi sono un po’ di più, circa 5600, ma sembrano più possibilisti verso una fusione con i loro vicini ‘montanari’.

Alessandro Manni, sindaco di San Godenzo, e Stefano Passiatore, sindaco di Dicomano, da qualche tempo hanno avviato un confronto con i loro concittadini per discutere della fusione.  L’ultimo si è tenuto ieri sera a Dicomano nella frazione di Contea. “Abbiamo sempre meno risorse da parte dello Stato – ha detto Passiatore – così invece ci arriveranno almeno 12 milioni di euro in 10 anni da investire in scuole, piazze e infrastrutture”. Uno dei punti principali del programma elettorale del primo cittadino dicomanese nel 2014 era proprio l’avvio di una fusione con i Comuni contigui (pensava anche a Londa e Rufina), non si può dire lo stesso di Manni. Non deve stupire se proprio a San Godenzo è nato il primo comitato schierato contro la fusione che vede tra i suoi membri fondatori soprattutto giovani sotto i 25 anni. “Chiediamo che ci sia un referendum consultivo della cittadinanza prima di avviare la proposta di legge regionale di fusione perché dopo potranno decidere indipendentemente dal nostro parere”, spiega il portavoce del comitato “Difendi San Godenzo” Cristian Petronici. Il timore dei sangodenzini è di non essere più rappresentati nelle istituzioni una volta accorpati con i dicomanesi.

Il ‘matrimonio’ non ci sarebbe solo nel caso in cui il 75% dei votanti di uno dei due Comuni votasse per il no. Una percentuale che ha fatto storcere il naso a molti, tanto da aver avviato una raccolta firme nel Comune montano ma il sindaco di San Godenzo non ha tardato a rispondere.  “Ho preso l’impegno davanti a tutti – ha dichiarato Manni - ed ho messo in delibera nel prossimo consiglio comunale una modifica per cui il referendum passerà se in tutti e due i Comuni di San Godenzo e di Dicomano verrà raggiunto il 50%”. Nei piani delle amministrazioni comunali il referendum dovrebbe tenersi a settembre.

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