Nazi-fascismo, stretta del Comune: 'patentino' antifascista per eventi pubblici

Approvata dal Consiglio comunale la delibera che modifica lo Statuto

E' stata approvata oggi dal consiglio comunale, a larghissima maggioranza, la delibera che modifica lo Statuto comunale, introducendo di fatto l'obbligo di una autocertificazione, una osrta di 'patentino, di contrarietà a fascismo, nazismo, razzismo e omofobia per tutti coloro che vorranno organizzare eventi pubblici su spazi, suolo pubblico e sale di proprietà comunali.

La stretta è arrivata dopo l'esplodere, negli ultimi mesi, di manifestazioni o intimidazioni di gruppi di estrema destra che si richiamano esplicitamente al fascismo o al nazismo, come, ad esempio, le intimidazioni a Como nei confronti di un'organizzazione pro migranti e a Roma sotto la sede di Repubblica.

In concreto, l'atto approvato, dopo aver ricordato che “il Comune di Firenze fonda la propria azione sui principi e valori della Costituzione italiana e della Resistenza, in quanto città insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta antifascista e partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale”, introduce un nuovo articolo, il 5 bis, e un nuovo comma, l'1 bis dell'art. 6.

All'art. 5 bis si legge che “il Comune opera […] contrastando l'ideologia nazi-fascista, in quanto contraria alla Repubblica e alla Costituzione nate dalla Resistenza e antitetica agli ideali della Città di Firenze, che l'ha concretamente combattuta”. Il comma 1 bis dell'art. 6 aggiunge che “il Comune opera […] per facilitare la concreta attuazione dei principi costituzionali e il loro rispetto, anche contrastando la propaganda di immagini e/o comportamenti dai contenuti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti”.

Le modifiche sono state approvate a larghissima maggioranza, con 31 sì (Pd, Firenze riparte a Sinistra, Firenze Viva, M5S, Alternativa Libera, Articolo 1 – Mdp) e 4 voti contrari (i consiglieri di Forza Italia e FdI).

"Grande soddisfazione per aver inserito tra i principi e i valori sui quali il Comune fonda la propria azione il valore della Resistenza” è stata espressa dai dem Francesca Paolieri e Niccolò Falomi, quest'ultimo primo firmatario dell'ordine del giorno, approvato, per cui “chiunque intenderà organizzare un’iniziativa su area pubblica dovrà farlo nel rispetto dei principi dello statuto e della Costituzione impegnandosi con una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall’ordinamento repubblicano”.

“Da oggi lo stop alle manifestazioni neonaziste e fasciste a Firenze è realtà. Siamo soddisfatti e orgogliosi di aver contribuito a questo risultato. Perché non bastano le parole, ma servono atti concreti”, commentano i consiglieri di Firenze riparte a Sinistra, Tommaso Grassi, tra coloro che più si è speso per la modifica, Donella Verdi e Giacomo Trombi.

Un sì alla modifica “contro ogni fascismo, in qualsiasi forma si manifesti, perché dove c'è fascismo non c'è libertà”, espresso da Miriam Amato (AL). “Un sì convinto, perché è necessario ribadire di non essere fascisti”, anche da Arianna Xekalos (M5S), che in commissione si era astenuta, e da Cristina Scaletti (La Firenze Viva). “Fieri delle modifiche. La nostra Costituzione, come diceva Calamandrei, va fatta vivere ogni giorno”, aggiungono Stefania Collesi e Alessio Rossi (Mdp).

Voti contrari come detto, dai consiglieri di Forza Italia (Jacopo Cellai, Mario Razzanelli e Mario Tenerani) e Fratelli d'Italia (Francesco Torselli): “Una modifica inutile se non illegittima nel merito, perché niente cambia né potrebbe cambiare rispetto a quanto prevede la legge italiana sulla libertà di parola. Chi giudicherà quali saranno le manifestazioni autorizzate e quelle da mettere all’indice: una commissione? Il Partito Democratico? L’ANPI? Una giuria Popolare? A distribuire il patentino su chi possa esprimere le proprie opinioni ci pensano loro: i paladini della democrazia”, il commento dei consiglieri delle destre cittadine.

Ai quali replica Paolieri (Pd): “Ricordatevi che siamo qui a fare questa discussione perché ha vinto la parte giusta, l'antifascismo, grazie al quale è nata l'istituzione democratica dove oggi discutiamo. Se non avesse vinto l'antifascismo non avremmo potuto essere qui a discutere”.

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